I poliziotti: «Noi li arrestiamo, loro ridono. Siamo disarmati, nessun ladro resta in carcere»
Il Siulp accusa la classe politica: «Sanno che saranno subito liberati I sindaci si mobilitino per far inasprire le leggi o sarà anche peggio»
Senza mezzi adeguati, senza l’organico necessario, ma soprattutto senza leggi severe in grado di garantire la punibilità effettiva dei reati e quindi la certezza che chi compie un reato, come svaligiare un appartamento, vada in carcere e ci resti. Queste le “armi spuntate” con le quali quotidianamente gli uomini della Polizia affrontano il crimine in città cercando di essere al servizio dei cittadini. In pratica è come cercare di contenere un mare in tempesta costruendo delle dighe di sabbia. Si sbriciolano subito.
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È quanto avviene a Modena, da mesi, da anni. Al punto che oggi siamo a raccontare dell’amaro, amarissimo sfogo del sindacato di polizia Siulp in dall’eloquente titolo “Disillusi...” con il quale gli agenti oltre ad ammettere di sentirsi abbandonati a loro stessi, sollecitano soprattutto la classe politica ad adoperarsi per far sì che vengano cambiate leggi decisamente non adeguate all’emergenza che il paese sta vivendo sul fronte della criminalità.
PEGGIO DI 20 ANNI FA. «Sono passati circa 20 anni da quando per la prima volta è stata affrontata in maniera articolata l'emergenza criminalità a Modena, che ha visto alcuni quartieri più in sofferenza di altri - vedi Modena Est - per la quale sono stati fatti decine di incontri con i comitati. - esordisce Bruno Fontana, segretario provinciale Siulp - A 20 anni di distanza la situazione non solo non è migliorata, ma è precipitata e se prima ci si poteva mettere seduti intorno ad un tavolo per trovare insieme delle soluzioni operative, oggi tutto si è complicato».
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Fontana ricorda come sempre 20 anni fa furono buoni profeti nel prevedere che di fronte a carceri piene di detenuti, i decretyi svuota carceri sarebbero divenuti inevitabili con depenalizzazione di reati giudicati “minori” «Si è andati avanti con decreti svuota carceri che rimettono in libertà detenuti già condannati e potenziali criminali».
IL FURTO VA PUNITO.Il risultato è sotto gli occhi di tutti .«Già 20 anni fa parlavamo di allarme sociale di un fenomeno che terrorizza i cittadini vittime di furti e rapine, che non si sentono sicuri a casa propria, non lo dicevamo tanto per dire... Oggi la gente vive barricata in casa con conseguenze inaccettabili, soprattutto, per le fasce più deboli come gli anziani. Non è più concepibile continuare a pensare di considerare il furto come un reato minore perché l'onesto cittadino lo considera un reato grave e pretende che il colpevole finisca in galera».
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Teoricamente la strategia per cercare di evitare questi reati comporta prevenzione e repressione. Peccato che «il personale della Squadra Mobile che dovrebbe condurre le indagini è numericamente inferiore rispetto a quello di 20 anni fa, con mille problemi in più da affrontare; ugualmente per la Squadra Volante ridotta in organico e dotazioni».
La conseguenza di tutto ciò è un’amara e cruda verità ben poco rassicurante per i cittadini«Le Forze dell'Ordine sono state abbandonate a se stesse, senza uomini, mezzi e leggi adeguate a contrastare un fenomeno, che genera grave allarme sociale ed economico. Soli e senza strumenti - ammette Fontana del Siulp - Tutti gli arresti e le indagini finora andate a buon fine sono solo il frutto di sacrifici individuali e personali di chi ancora crede nel proprio lavoro, rischiando spesso di suo».
LA POLITICA NON FA NULLA! Fin qui il quadro. Ed ora le accuse. Nel mirino finisce soprattuto la classe politica nostrana. Tutta senza distinzione di bandiere.
«Non c'è una strategia, non c'è un progetto da parte del Dipartimento e del Governo - spiega il Siulp - si vive sull'onda dell'emergenza, dirottando le poche risorse a disposizione da una parte all'altra per tamponare di volta in volta quello che la stampa segnala sui giornali. Non c'è la volontà politica di affrontare il problema!»
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SINDACI ASSENTI . E si arriva a chiamare in causa direttamente i sindaci, colpevoli di non sapersi mobilitare per i loro cittadini: «Non riusciamo, soprattutto, a capire perché i sindaci (tutti), di qualsiasi appartenenza politica, eletti per rappresentare e risolvere i bisogni della gente non percepiscano questa esigenza dei cittadini e non si facciano portavoce nel pretendere un intervento urgente dalla politica».
I COLPEVOLI. Di chi è la colpa se siamo arrivati a questo punto? È la domanda che pone il Siulp «Del Questore o del Prefetto di turno che per coordinare le forze in campo hanno a disposizioni solo inutili Comitati per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica? - spiega - O della Magistratura che è costretta ad applicare un codice e leggi vecchie ed inattuali? Di certo non delle Forze dell'Ordine che con gli strumenti a disposizione hanno e stanno facendo miracoli vanificati da un sistema che non garantisce la certezza della pena, ormai più preoccupate di non finire nel registro degli indagati per un "arresto troppo violento" o per una "manganellata" ad un manifestante che ha messo a ferro e fuoco una città o uno stadio.
SIAMO SOLI. L a conclusioneè molto amara: «Le Forze di polizia non sono e non si sentono tutelate». E Fointana aggiunghe di questa situazione i mlaviventi sono ben consci. «Quiotidianamente fermiamo delinquenti che candidamente ci dicono Noi veniamo qui in italia perchè sappiamo che non veniamo puniti. Mi è capitato di fermare persone sorprese a rubare che mi dicono tranquillamente “Tanto lo so che tra poche ore mi rimettete fuori... In Italia funziona così”.Basta chiedere ad un qualsiasi poliziotto o carabiniere e vi risponderanno che è vero! E badate bene non è questione di essere disfattisti... è la considerazione di chi è deluso per essere stato ridotto a passacarte burocratiche e a poliziotto disarmato».
ASSENTI GIUSTIFICATI. Infine l’annuncio che suona come un ultimo tentativo di sprone alla classe poloitica : «Come Organizzazione Sindacale maggioritaria a livello provinciale e nazionale non parteciperemo più ad incontri e dibattiti pubblici sterili fino a quando non ci sarà la volontà politica di risolvere il problema della sicurezza.Fino a quel momento continueremo a fare il nostro lavoro con la serietà e l'impegno che ci hanno sempre contraddistinto... ma senza entusiasmo.
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