Processata per concorso truccato
Prof. Modena imputata a Brescia: i vincitori decisi prima dell’esame. Le intercettazioni imbarazzanti
Oltre alla condanna in abbreviato a quattro anni e all’interdizione a cinque anni dai pubblici uffici decisa dal gup Romito per il caso di Cardiologia, un’altra causa vede come imputata la professoressa Maria Grazia Modena. È un processo iniziato il 17 febbraio a Brescia per il caso di un concorso universitario che si presume truccato risalente al 2003. La cardiologa modenese era nella commissione di cinque docenti che, secondo la pubblica accusa, ha costruito all’Università di Brescia un percorso di documenti truccati per dare l’idoneità a un posto di professore universitario di seconda fascia per la cardiologia a due candidati risultati poi vincitori «indipendentemente dal loro merito e dalla comparazione con gli altri candidati». Frutto dello stralcio dalla maxi-inchiesta di Bari, il processo la vede come imputata con altri medici-docenti e si basa su una grande quantità di intercettazioni che riguardano le varie fasi della manipolazione del concorso attraverso la preparazione collegiale dei cinque argomenti per ogni candidato alla prova didattica del 10 settembre 2003, in realtà predisposti da un solo membro di commissione, e la determinazione della valutazione didattica manipolata addirittura il giorno prima delle prove: insomma, tutto era già pronto prima degli esami. Nelle intercettazioni si apprendono battute che irridono alla funzione della commissione e al lavoro da svolgere, secondo la ricostruzione dell’accusa. E proprio nell’ultima seduta, quando un membro di commissione si raccomanda di chiudere a chiave in ufficio verbali e giudizi sui candidati già preparati prima di incontrarli, si scatena una girandola di battute nel corso delle quali la prof. Modena esclama: «Chiamiamo un giornalista dell' “Espresso”, gli diamo...» Lo scoop, dice il collega rubandole la battuta. Se a Brescia è sotto processo, il gup di Modena l’ha invece assolta per un analogo caso di concorso truccato, secondo la Procura di Modena: quello che la vedeva, con il dottor Massimo Sangiorgi (suo ex direttore di Emodinamica, ora imputato a processo) in una commissione per un posto di professore sempre di seconda fascia a Medicina di Padova dove, secondo il pm Niccolini, non si era astenuta nonostante avesse interesse all’esito del concorso. Sempre nella sentenza letta lunedì dal gup di Modena, la docente è stata invece condannata per un bando di concorso con assegno di ricerca di 18mila euro al dottor Antonio Politi. Secondo il giudice, la Modena aveva attestato falsamente l’oggetto della ricerca per favorire Politi pur essendo la cardiologa suo tutor e poi ha incaricato il borsista a seguire altre ricerche e a svolgere sperimentazioni illegittime.
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