Cavazza: «Tutto regolare» Bortolotti: «Più trasparenza»
Dopo le polemiche relative alla festa matrimoniale della figlia del direttore di Emilia Romagna Teatro Pietro Valenti, il teatro comunale Pavarotti è arrivato in consiglio comunale. L'assessore alla...
Dopo le polemiche relative alla festa matrimoniale della figlia del direttore di Emilia Romagna Teatro Pietro Valenti, il teatro comunale Pavarotti è arrivato in consiglio comunale. L'assessore alla cultura e vicesindaco Gianpietro Cavazza risponde all'interrogazione di Marco Bortolotti (M5s). «La concessione del Teatro comunale per un evento privato è stata data sulla base di un regolamento pubblico che chiunque può consultare sul sito internet. È una prassi, peraltro diffusa e consolidata nelle istituzioni culturali italiane e internazionali, che si inserisce in una modalità di valorizzazione del patrimonio pubblico della città, utilizzandolo anche come spazio possibile di incontro e relazione, sempre nel rispetto dell'integrità dei luoghi». Questo genere di attività sono utili perché portano denari preziosi nelle casse degli enti culturali anche se spesso in giro per l'Italia le polemiche non sono mancate. Va comunque ricordato che al Pavarotti si sposò solo Big Luciano con Nicoletta Mantovani e, pochi mesi fa, vi fu appunto la festa privata citata in apertura. Il regolamento comunale in ogni caso lo prevedeva, non c'è stata alcuna “forzatura” con i due eventi citati, ma non bisogna dimenticare che il Comune a suo tempo a questa possibilità non aveva dato molta pubblicità. «Il matrimonio oggetto dell'interrogazione - continua Cavazza - si è svolto in Comune. Il teatro, e in particolare il foyer e la platea, cioè le parti affittate, sono state usate come cornice per le fotografie. La somma richiesta e pagata di 1.500 euro è stata ricavata parametrando il tariffario a un utilizzo limitato a tre ore per la porzione di teatro utilizzata».
Bortolotti ha replicato: «E' giusto aprire ai privati i luoghi di cultura, ma ciò deve essere realizzato in modo trasparente e non mi pare che in questo caso sia stato proprio così. Non aver presentato a tutti i cittadini, pubblicamente, le modifiche del regolamento induce a pensare che si facciano le cose ad personam. Serve maggiore trasparenza». (s.l.)
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