Il giudice Di Matteo lunedì diventerà cittadino onorario
Un riconoscimento simbolico per «combattere il tumore della mafia» sul nostro territorio. Lunedì pomeriggio il magistrato Antonino Di Matteo riceverà la cittadinanza onoraria e le chiavi della città...
Un riconoscimento simbolico per «combattere il tumore della mafia» sul nostro territorio. Lunedì pomeriggio il magistrato Antonino Di Matteo riceverà la cittadinanza onoraria e le chiavi della città di Modena. Il pm palermitano, impegnato nel processo sulla trattativa Stato-mafia, da tempo vive sotto scorta. Negli ultimi giorni sarebbe emerso un piano di Cosa nostra per eliminarlo con un cecchino.
«La città di Modena è la prima d’Italia a dare un’indicazione chiara sulla parte in cui sta - ha riconosciuto Enza Rando, rappresentante legale dell’associazione Libera - siamo vicini a una persona che vive quotidianamente senza libertà. Credo sia molto importante scrivere un’altra storia, che molti non vogliono conoscere».
La cerimonia inizierà alle 17.30 in Consiglio comunale. Sarà trasmessa in streaming e su schermi allestiti nelle sale di rappresentanza e dei Passi Perduti. Alle 21 Di Matteo sarà ospite al Forum Monzani con don Luigi Ciotti, presidente di Libera. L’indomani, martedì 3, alle 9 presiederà all’intitolazione della Tenda a “tutte le vittime innocenti delle mafie”, prima d’incontrare gli studenti delle medie al Polo Leonardo. Alla Tenda ci sarà una targa contro l’indifferenza. «Il tessuto modenese è sano - ha ripreso l’avvocato Rando - ma ognuno deve fare la sua parte. I cittadini devono essere meno indifferenti perché l’indifferenza alle mafie fa piacere». Gratitudine al magistrato palermitano dal sindaco. «Speriamo di potergli rompere le scatole di più», ha detto Gian Carlo Muzzarelli, prima di aggiungere che a Modena non servono eroi, ma una comunità responsabile.
«Abbiamo la consapevolezza che la mafia è un tumore - ha aggiunto il primo cittadino - ma il tessuto regionale è in maggioranza sano ed è in grado di contrastarlo. Auspico che tutte le inchieste vadano in porto, ma qui abbiamo messo le barriere».
Il sindaco ha garantito un impegno «per il presidio costante del territorio», rilanciando la ventesima giornata contro le mafie, il 21 marzo a Bologna.
Gabriele Farina
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