Modena nella “Top ten” europea
La classifica della Fondazione Edison sulle province più industrializzate. Il commento del prof. Solinas
La leadership dell'industria europea? È italo-tedesca. E Modena spicca con le sue specializzazioni manifatturiere guadagnando una importante posizione nella “Top ten” della classifica stilata dalla Fondazione Edison.
Insieme a Confindustria Bergamo, infatti, l'ufficio studi della Fondazione Edison ha diramato un approfondimento statistico di grande rilevanza, dove viene in particolare evidenziato come l'Italia e la Germania siano senza rivali nella leadership dell'industria.
«La vera sorpresa della ricerca – si legge nello studio realizzato dalla Fondazione Edison – basata sui dati Eurostat del 2011, è che tra le prime dieci province industriali superspecializzate dell’Unione Europea ben sei sono italiane e solamente quattro sono tedesche. Le province italiane con la piccola e media impresa, in altri termini, surclassano le province tedesche industriali dove trovano collocazione le grandi imprese».
«Inoltre tra le prime 23 province specializzate nell’industria che eccedono i 3 miliardi di euro di valore aggiunto industriale, l’Italia ne conta ben 9, 13 sono tedesche e una soltanto è polacca. Francia, Gran Bretagna, Spagna e Olanda non piazzano nemmeno una provincia in classifica».
A lusingare è il posizionamento di Modena, che guadagna l'ottavo posto (preceduta da Brescia, Bergamo, Wolfsburg, Vicenza, Boblingen, Monza e Brianza e Treviso), con il 33,7 per cento di valore aggiunto nell'industria e il 34,2 per cento di occupati.
«La Lombardia – prosegue lo studio – domina con ben 5 province superspecializzate nell’industria: oltre a Bergamo e Brescia, troviamo Monza-Brianza, Varese e Mantova. Seguono il Veneto e l’Emilia-Romagna con due province a testa: rispettivamente, Vicenza e Treviso, Modena e Reggio Emilia. La metalmeccanica è il settore trainante di queste nostre province industriali vincenti, unitamente ai settori dei beni per la persona e la casa, alla chimica e alla gommaplastica. Vicenza per valore aggiunto industriale totale batte Boblingen; Monza-Brianza, Treviso e Modena precedono Ingolstadt e Ludwigschafen. Le 9 province industriali superspecializzate italiane presenti in graduatoria esprimono complessivamente un valore aggiunto industriale di oltre 65 miliardi di euro: come il valore aggiunto industriale di Finlandia, Portogallo, Lettonia ed Estonia messe insieme».
Ma a cosa si deve il posizionamento eccellente di Modena nel cuore industriale europeo? A rispondere è il professor Giovanni Solinas, direttore del dipartimento di economia Marco Biagi dell'Università di Modena e Reggio Emilia.
«La ragione di questa integrazione di Modena nel cuore industriale europeo – spiega il professor Solinas – è da ricercare nel cambiamento che avviene nella continuità. Sicuramente i nostri distretti industriali, in questi anni di crisi, si sono ridimensionati e le capacità manifatturiere ridotte, ma continuano a essere punti di eccellenza. E insieme a questa tradizione dei distretti, c'è il cambiamento. Gli elementi di novità sono sostanzialmente due. Esiste un nucleo importante di imprese fortemente internazionalizzate, che possiamo chiamare multinazionali o del quarto capitalismo, che garantisce un ponte di comunicazione tra la tradizionale economia di piccola impresa modenese e il mondo che cambia. Si tratta di un mutamento strutturale, non legato alla congiuntura, che ha consentito a Modena di agganciarsi alle eccellenze europee. L'altro aspetto è legato alla capacità innovativa del tessuto economico modenese. Modena è colma di idee, di progetti innovativi sul fronte della ricerca e della scienza, che producono impresa. È una pentola in continua ebollizione. C'è un'anima imprenditoriale che la crisi non ha potuto uccidere, dove la tradizione si unisce all'innovazione».
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