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Morto schiacciato dentro al frantoio

Morto schiacciato dentro al frantoio

Ennio Morciano aveva 41 anni. L’incidente avvenuto nel tardo pomeriggio. Ritrovate solo alcune parti del corpo

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Tragico incidente sul lavoro ieri pomeriggio a Marzaglia.

Un operaio di 41 anni, Ennio Morciano, è rimasto schiacciato tra i rulli dell’impianto di macinazione delle pietre del Frantoio Turchi in via Cave Convoglio.

Ad accorgersi dell’incidente sono stati i suoi compagni di lavoro che, allo scadere dell’orario, non lo hanno visto rientrare. Immediatamente si sono passati parola e hanno dato l’allarme. La ricerca è stata breve: è bastato raggiungere uno degli impianti per trovare i resti del corpo.

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Sul corpo sono intervenute immediatamente le ambulanze e i tecnici dell’Ausl, ma per tutti il viaggio è stato a vuoto.

Per Morciano non c’era più nulla da fare, di lui erano rimasti solo alcuni resti, i vestiti. A nche se era impossibile riconoscere il cadavere per i suoi compagni non c’erano dubbi che si trattasse proprio di lui. Incfreduli, sgomenti per l’accaduto, si muovevano nel grande cortile del cantiere cercando di capire come poteva essere successo un incidente del genere.

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Una pattuglia della Polizia è arrivata sul posto per i primi rilievi di legge, ascoltando le parole attonite dei colleghi. La ricostruzione della dinamica dell’accaduto è necessariamente incompleta perchè tutto è avvenuto nell’assenza di testimoni. Anche l’orario dell’incidente è presunto: per ora le prime ricostruzioni parlano delle 18, ma è ancora presto per avere delle certezze. Toccherà all’autopsia provare a gettare uno spiraglio di luce nell’inchiesta anche se tutto lascia pensare a un malore o a un errore che hanno fatto perdere l’equilibrio a Morciano.

I suoi colleghi di lavoro proprio non riescono a farsi una ragione dell’accaduto: «Era bravo, esperto, conosceva alle macchine alla perfezione - dicevano tra di loro sino a tarda sera - Mai una manovra azzardata e nei controlli era estremamente scrupoloso. La sua era l’attenzione di chi sapeva come mettere a posto ogni ingranaggio».

Anche i responsabili del frantoio non riescono a formulare ipotesi sulle cause della sciagura.

In tarda serata sono arrivati i parenti e la moglie che però non è stata fatta avvicinare al luogo della tragedia. Tra le montagne di ghiaia ordinatamente ammucchiata ai bordi del cortile sono rimaste alcune parti del corpo. Ora, dopo il pietoso lavoro dei necrofori che hanno cercato di ricomporre per quanto potevano i resti, toccherà agli inquirenti effettuare controlli mirati sugli impianti, verificando tutte le ipotesi possibili sull’incidente. Non sarà un lavoro facile.

Saverio Cioce

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