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Car schooling, maxi flop: da 700 genitori a uno solo

di Serena Arbizzi
Car schooling, maxi flop: da 700 genitori a uno solo

Un’unica persona all’incontro del Comune. Accuse ai prof: famiglie non coinvolte Il progetto finora è costato 7mila 800 euro ed era stato suggerito dai “grillini”

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La sensazione che il “car schooling” non avesse preso piede fra i genitori dei ragazzi che frequentano le scuole superiori era già palpabile fra gli amministratori comunali, ma nessuno si aspettava che il servizio venisse completamente snobbato.

Ciò è stato molto evidente durante l’incontro organizzato mercoledì sera dal Comune per promuovere il car schooling alla sala congressi di via Peruzzi. Nonostante l’amministrazione avesse distribuito il volantino con l’avviso dell’appuntamento negli istituti scolastici e inviato ripetute comunicazioni via mail, con la richiesta che, dalla scuola, qualcuno partecipasse in qualità di referente del progetto, la serata è andata quasi deserta. All’incontro, infatti, ha preso parte soltanto un genitore e il tecnico che ha curato il portale web con cui i genitori dovrebbero mettersi in contatto per fare decollare il car schoolingsi è ritrovato ad illustrarlo ai giornalisti, oltre all’unica mamma presente. E dire che il “car schooling”, ovvero la possibilità di caricare in un’unica macchina guidata da un genitore più studenti, per ridurre il traffico e l’impatto ambientale, sembrava aver preso piede in un primo momento.

«Quando abbiamo distribuito il questionario per sondare l’interesse verso questo servizio, 2271 studenti l’hanno restituito: un numero pari al 59%. – ha spiegato Paolo Gualdi, mobillity manager del Comune - Tra le varie domande contenute nel questionario la più importante era: siete disposti a condividere l’auto? In 700 si sono dichiarati disponibili. In poco meno di una ventina di genitori hanno fatto l’iscrizione al portale, personalizzato sulla base di richieste specifiche fatte da noi e dall’Agenzia per la Mobilità. La sperimentazione è partita nel marzo 2014. Certo, credevo che i prof lo promuovessero – prosegue, amaro, Gualdi - e non si limitassero a fare da passacarte. Avere questo sistema significa essere assediati da meno auto… meno di una ventina di iscritti è un magro risultato. Ci aspettavamo di più».

Finora sono stati 7800 euro i soldi spesi dal Comune per il car schooling. «Se alla fine dell’anno scolastico il car sharing non decollerà non lo confermeremo più – spiega l’assessore alla mobilità Cesare Galantini – Da una base iniziale promettente, non c’è stato quel riscontro che ci si aspettava quando l’assessore D’Addese accolse la proposta del Movimento 5 stelle di far nascere questo servizio. Ho l’impressione che non abbia preso piede perché le famiglie lo stanno già facendo tra vicini di casa o persone conosciute». E intanto c’è chi si chiede: perché non estendere l’iniziativa agli studenti delle scuole medie?

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