Gazzetta di Modena

Modena

Contributo scolastico, è rivolta al Baggi

Contributo scolastico, è rivolta al Baggi

La metà dei genitori non paga la quota chiesta all’atto dell’iscrizione e la scuola annuncia: «Niente gita per chi non versa»

3 MINUTI DI LETTURA





Scoppia la protesta al Baggi. Ieri è stata una giornata campale, con numerosi studenti e genitori che si sono presentati alle porte della presidenza. La questione è di tipo economico e riguarda gli 80 euro che la scuola chiede all'atto della preiscrizione all'anno successivo. Non sono tasse scolastiche o soldi dovuti per legge, solo una parte infatti comprende le spese assicurative per lo studente, ma sono il contributo che la scuola chiede ai genitori per andare avanti e offrire servizi nonostante i tagli sempre più profondi dal governo centrale. È successo però che da un paio d'anni, complici servizi tv su Striscia e altre trasmissioni, è risultato più chiaro ai genitori che la cifra è da considerare facoltativa. E con il passaparola il numero di coloro che hanno deciso di non versare è aumentato a dismisura. Ormai quasi il 50% delle famiglie non versa gli 80 euro al Baggi, che ne riceve un evidente danno economico rispetto alle previsioni. Nei giorni scorsi quindi la drastica decisione della scuola: chi non ha versato la cifra, che include la quota assicurativa, non potrà partecipare alle gite scolastiche. Un tentativo di sollecito che ha però suscitato reazioni anche inattese. Alcuni genitori hanno preferito ritirare i figli dalle gite invece di versare. Con il problema aggiuntivo che le quote per i viaggi sono già state versate alle agenzie e non sono rimborsabili. Di qui la rivolta, che sta impegnando duramente presidenza e vicepresidenza, con particolare intensità proprio ieri. «Paghiamo già libri, autobus, servizi vari e la gita stessa, da più di 300 euro – ha spiegato uno dei genitori visibilmente arrabbiato – e questi 80 euro adesso che sappiamo che sono facoltativi, perchè non ci è mai stato detto ma ci è sempre arrivato a casa solo il bollettino precompilato, non li vogliamo pagare. Rinunciamo alla gita e vogliamo la restituzione della quota. Per le famiglie non è più come una volta, 80 euro sono una cifra importante per chi guadagna poco o è in cassa integrazione». «Tutte le scuole raccolgono una quota per far fronte alle spese che garantiscono agli studenti numerosi servizi oltre a quelli base – spiega la vicepreside Meris Bonettini – in passato abbiamo sempre informato i consigli di istituto. Forse è ora di fare un'informazione più capillare e la faremo. Deve però essere chiaro che la scuola usa i soldi per gli studenti. E sono solo una parte di quelli che raccogliamo, altri vengono da sponsor, fondazioni, dovunque si possano reperire risorse per dare ai ragazzi qualcosa di più della lezione frontale. Non abbiamo mai creato problemi per mancati pagamenti da parte di famiglie che hanno Isee bassi e sono in situazione di bisogno, ma deve essere chiaro che se si vuole un servizio solo base di 5 ore senza nessun arricchimento formativo si può fare a meno di pagare la quota, altrimenti è l'unica via che ha la scuola per ampliare l’offerta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google