«Donna sfrattata coi figli minori: risolveremo»
Il caso approda in consiglio e l’amministrazione garantisce: «Troveremo una sistemazione»
La vicenda della donna sfrattata da casa con tre figli, di cui due minori, è passata anche dal consiglio comunale, nonostante non fosse in calendario. Sia perchè fra gli spettatori era presente, con figlia, la stessa protagonista, sia perchè con Luca Caselli, della lista Sassolesi, ne ha fatto menzione durante la seduta, criticando duramente i servizi sociali comunali, «per non aver trovato una soluzione per questa concittadina e averla mandata in albergo a dormire con i profughi». A fine seduta l'assessore ai servizi sociali Antonella Vivi, che durante il consiglio ha preferito non rispondere non ha potuto trattenersi: «Sono molto dispiaciuta per la strumentalizzazione che viene fatta della difficile situazione di una madre con figli. Non si gioca sulla vita delle persone, come purtroppo stanno facendo le opposizioni e alcune persone in cerca di visibilità politica».
Assessore, ma come mai questa famiglia si è trovata fuori casa? «La signora aveva un progetto in corso con i servizi sociali. Visto che il privato proprietario della casa ne vuole rientrare in possesso, il percorso prevedeva che trovasse un nuovo alloggio e poi venisse aiutata nel pagamento. L'alloggio lo aveva trovato lei stessa, dopo averne scartato un altro. Solo negli ultimi giorni si è irrigidita e ha deciso di voler rimanere nella casa dove abitava, nonostante avesse lamentato più volte condizioni non ottimali, freddo, umidità. A quel punto il progetto dei nostri servizi, che era già definito, è stato stravolto e non c'era tempo di rifarlo. Perciò abbiamo proposto la sistemazione in albergo mentre se ne definisce un altro». La signora e altri che la affiancano si dicono abbandonati: «Non è la verità. Io non l'ho seguita di persona, perchè seguiamo centinaia di progetti, ma mi fido completamente degli operatori che l'hanno seguita passo passo e con grande disponibilità». Perchè non è stato possibile evitare lo sfratto con un contributo comunale, come chiedono le opposizioni? «La casa non è nostra, è una proprietà privata su cui il Comune non ha voce in capitolo e non può decidere al posto del padrone. Se lui non recede non si può farci niente. Questo lo sanno anche le persone che strumentalizzano la condizione di questa signora»». E adesso che succederà? «Ovviamente non verrà abbandonata, non lo è stata mai. Si farà un nuovo progetto e si troverà una soluzione. Chiedo solo di non usare questa vicenda per scopi politici e alla signora stessa di non farsi usare. Non abbandoniamo nessuno, risolveremo».
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