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La presidenza: «Spendiamo quel denaro per garantire opportunità ai ragazzi»

Ieri l’istituto Baggi, dopo le proteste dei genitori dei ragazzi sul contributo scolastico, ha diffuso una lettera a firma della presidenza, in cui chiarisce ancora meglio a cosa servono gli 80 euro....

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Ieri l’istituto Baggi, dopo le proteste dei genitori dei ragazzi sul contributo scolastico, ha diffuso una lettera a firma della presidenza, in cui chiarisce ancora meglio a cosa servono gli 80 euro. Per fare qualche esempio, il denaro serve per garantire i seguenti servizi: «Compresenza dell’insegnante madrelingua durante le ore di inglese, corsi di approfondimento e acquisizione delle certificazioni linguistiche; progetti Erasmus e Comenius di scambio con l’estero; borse di studio per stage lavorativi all’estero. Negli ultimi due anni con il contributo delle famiglie, abbiamo rinnovato i laboratori di informatica, quello dei geometri e il laboratorio linguistico, abbiamo provveduto al cablaggio completo dell’Istituto e installato la rete wire-less. In ogni aula ogni insegnante e tutti gli studenti a cui è richiesto per necessità didattiche possono connettersi ad Internet ad avere accesso a materiali didattici multimediali. In questo anno scolastico vogliamo rinnovare i server, il laboratorio di Informatica del biennio ed anche abbellire un po’ l’edificio. Tutto questo costa circa 300mila euro all’anno, tuttavia dallo stato per il 2015 ne riceviamo solo 21mila di dotazioni ordinarie e 42mila per il pagamento del lavoro aggiuntivo degli insegnanti e del personale. Infine ricordo che, a fronte degli 80 euro richiesti, il costo annuo di uno studente della nostra scuola è di circa 6mila euro».

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