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Morì schiacciato in ditta Chiesti 2 rinvii a giudizio

Morì schiacciato in ditta Chiesti 2 rinvii a giudizio

Fiorano. La tragedia accaduta nel 2013 nel Vicentino, vittima tecnico di 38 anni Il pubblico ministero vuole il processo per Panzetti e Stefani di System Logistic

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FIORANO. Il pubblico ministero di Vicenza ha chiesto il rinvio a giudizio per l’amministratore delegato di System Logistic e del suo rappresentante legale,, Franco Stefani, per la morte di Christian Sinopoli, il 38enne dipendente della ditta fioranese che il 6 febbraio 2013 era rimasto ucciso in un infortunio in un'azienda del Vicentino (la Fral nel Comune di Monticello Conte Otto) dove stava eseguendo un intervento di manutenzione su un macchinario fornito dalla stessa System Logistic. Panzetti è accusato di omicidio colposo aggravato e Stefani è chiamato a rispondere di un illecito amministrativo legato alla mancata adozione di misure di sicurezza e prevenzione. Il pm che procede è il dottor Paolo Pecori della Procura di Vicenza; la data dell’udienza preliminare non risulta ancora fissata. Un precedente infortunio mortale era avvenuto con analoghe modalità nel 2005 su una macchina simile della stessa ditta; la tragedia si era consumata in un’azienda modenese. Christian Sinopoli ha lasciato la compagna Ilaria Muzzu con le due figlie, una delle quali nata appena dopo la morte del padre. Anche loro stanno vivendo le vicissitudini legate al riconoscimento della bimba più piccola e alla liquidazione di quanto spetta alla famiglia. «Ci hanno chiesto più volte di addivenire a un accordo - spiega Pasquale Sinopoli - ma noi non abbiamo accettato. Il nostro intento non è quello di portare a casa denaro, quanto invece di ottenere giustizia per una morte che non doveva accadere». Affranto anche il padre, che non si è mai ripreso del tutto dalla tragedia che lo ha schiacciato due anni fa. «Questa vicenda è durata anche troppo - ha commentato il legale dei familiari di Sinopoli, Edoardo Bortolotto - sono emerse prove inconfutabili sulle responsabilità riguardanti il macchinario e la faccenda è ancora più grave alla luce del precedente infortunio mortale. Siamo dunque in attesa di giustizia»

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