Trovandovai, portale solidale per aiutare chi è in povertà
Una vetrina virtuale che offre beni, servizi e offerte alle tante famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese
Il grido di chi fatica ad arrivare a fine mese, un grido spesso sommesso perché c'è chi antepone il proprio orgoglio ai bisogni impellenti, si fa sentire anche sotto la Ghirlandina. Per questo arriva oggi, grazie al progetto "Sollievo sociale", un nuovo strumento: una sorta di mercato virtuale, chiamato "Trovandovai", attivo sul web all'indirizzo www.trovandovai.it. «Con questo sito - spiega il progettista Marco Culzoni - vogliamo creare una piazza virtuale che permetta a chi cerca di individuare beni, servizi, generi alimentari, per la casa e per la persona secondo un codice etico. Gli utenti che lo vogliono possono trovare su questo sito persone e aziende con finalità e valori che permettono di stabilire un senso di comunità che si è perduto. Allo stesso tempo le aziende che lo desiderano possono mettere i propri prodotti a disposizione che valorizza l'operosità e l'ingegno degli operatori. Cerchiamo di rispondere alla crisi di tante famiglie puntando non sul brand dei prodotti o sull'e-commerce visto che l'esposizione dei diversi marchi avviene secondo un sistema random, casuale. Puntiamo appunto alle categorie deboli, indigenti e disabili soprattutto, per quanto riguarda l'alimentare, a prodotti dietetici, a km 0, gluten free oppure su servizi importanti come quelli domiciliari e altri offerti dalle cooperative sociali».
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L'home page del di Trovandovai è molto semplice e si presenta con cinque "finestre" dedicate ad alimenti, casa, persone, comunità, imprese. Con la funzione "cerca" è possibile entrare in contatto con chi vende senza costi né intermediazioni, proprio come avviene in un mercato fisico. Ottorino Gelmini, presidente dell'associazione invalidi civili: «Da anni abbiamo come sogno il sollievo sociale e ora arriva questo primo progetto che tra le altre cose permette di evitare gli sprechi, una vera e propria offesa all'uomo». Alla presentazione era presente anche Dino Giovannini, ordinario di psicologia sociale all'Università di Modena e Reggio: «Questo progetto - dice - rientra nella categoria del bene sociale, è una sorta del cerca/trova che avviene sul web, ma orientato non all'individuo bensì alla collettività. Parole come solidarietà, comunità, rete, riguardano la psicologia sociale e soprattutto riguardano i più deboli: è importante cercare di costruire una comunità solidale dotata di una forte consistenza sociale». L'iniziativa è un progetto congiunto tra l'associazione invalidi mutilati civili (Anmic) e l'ateneo.
Stefano Luppi
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