Cambiano gli ospedali, addio ai reparti
A Sassuolo iniziata la sperimentazione per tutta l’Ausl. I medici Anaao: «Sul personale non si possono fare risparmi»
Senza nessuna comunicazione pubblica l’Ausl di Modena ha iniziato la rivoluzione organizzativa dei posti letto che, se la sperimentazione andrà a buon fine, coinvolgerà tutti gli ospedali della provincia. Il via libera, ma forse sarebbe meglio dire la spinta iniziale, è partita dalla Regione che ha benedetto il riordino dell’ospedale di Sassuolo: per le sue dimensioni contenute e per la presenza di soci privati al 49% ben si prestava a tentare la riduzione dei costi.
Questo, al di là delle dichiarazioni, è l’obbiettivo finale della manovra che interessa la sanità pubblica e che coinvolge poche realtà in Emilia Romagna, Toscana e Lombardia.
Esperimenti sempre in piccoli ospedali però, perchè suddividere i pazienti in tre categorie comporta anche una revisione dell’intera macchina sanitaria. Il primo filtro per i ricoverati avviene al momento dell’entrata, sia che si tratti di un arrivo programmato che di un’urgenza passata dal Pronto Soccorso. Alta, media e bassa intensità di cure sono i tre gradini dell’assistenza in cui verranno concentrati sia i letti che i pazienti, con i camici bianche che ruotano tra le stanze per seguire i malati e le loro esigenze.
In questo modo, sperano i dirigenti amministrativi che spingono in questa direzione, il numero di posti letto vuoti potrà calare drasticamente e darà respiro ai bilanci ospedalieri gravati da spese fisse.
Per avere un’idea di quanto si spende per un ricovero basti dire che un posto letto occupato costa da 800 a 1000 euro al giorno prima ancora di somministrare una sola pillola o un esame al paziente. Logico che, per fare un esempio, una macchina per la ventilazione forzata abbia costi diversi se è in funzione per due o duecento ore a settimana a seconda del numero di pazienti per cui viene attivata.
Di qui l’interesse altissimo dei medici ospedalieri sulla vicenda che ha spinto l’associazione di categoria più importante, l’Anaao, a organizzare a Modena un convegno nazionale in cui erano presenti i vertici dei nostri enti locali, quelli regionali oltre che i massimi dirigenti della sanità pubblica.
Per l’occasione sono state messe a confronto strategie, evidenziati i punti critici e analizzati i vantaggi eventuali di un ospedale organizzato per intensità di cure.
«Questa innovazione organizzativa, così com’è stata concepita, non può essere realizzata andando a risparmiare sul personale - spiega Gianpaolo Papi, segretario Anaao di Modena e medico all’ospedale di Carpi - Noi non siamo contrari per principio ai cambiamenti se permettono un risparmio a parità di prestazioni per i pazienti e garanzie per i dipendenti Ausl. Il fatto è che per i primi quattro mesi di sperimentazione a Sassuolo non c’è neppure una cifra.
E lo stesso avviene nelle poche altre realtà dove viene sperimentato; il nostro vicesegretario nazionale, Carlo Palermo, ha portato l’esperienza avviata da qualche anno all’ospedale dove lavora, a Poggibonsi in provincia di Siena. Anche qui una struttura piccola su cui però non ci sono numeri da confrontare: come la mettiamo se dovessimo replicare le stesse formule in grandi ospedali come Policlinico e Baggiovara? Oggi sarebbe semplicemente impossibile, anche perchè gli spazi interni andrebbero riorganizzati da capo».
Ortopedia, cardiologia, ginecologia, urologia e via elencando saranno nomi destinati a sparire dalla geografia dei reparti perché la suddivisione per malattie e specialità, così come l’abbiamo conosciuta sinora, verrà cancellata. Piazza pulita con il sistema dei letti suddivisi per unità operative e con le equipe di medici e infermieri che restano legati a un determinato spazio. Per la sanità 2.0 i posti letto vuoti sono una perdita secca.
Saverio Cioce
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