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PRIMA VISIONE IL 9 MARZO

“Il segreto di Italia” all’Astra racconta la strage di Boldrini

“Il segreto di Italia” all’Astra racconta la strage di Boldrini

Arriva al cinema Astra di Modena "Il segreto d'Italia", un film che ha fatto discutere l'opinione pubblica fin dall'inizio della stesura della sua sceneggiatura. Il film, prodotto da Antonio Belluco...

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Arriva al cinema Astra di Modena "Il segreto d'Italia", un film che ha fatto discutere l'opinione pubblica fin dall'inizio della stesura della sua sceneggiatura. Il film, prodotto da Antonio Belluco e uscito nell'ottobre del 2014, è basato sui tragici eventi realmente accaduti nel paese di Codevigo alla fine dell aprile del 1945, quando i partigiani garibaldini guidati da Arrigo Boldrini, uccisero oltre un centinaio di persone fra abitanti del posto e prigionieri provenienti dal Veneto e da Ravenna. A fare da sfondo a questi eventi vi è però una storia d'amore, che traccerà le fila dell'intero intreccio. "Il segreto d'Italia", ha suscitato fin da subito numerose polemiche, tanto da non essere riprodotto nella maggior parte delle sale cinematografiche italiane, ma a Modena c'è chi ha voluto provare a insistere affinché la pellicola venisse riprodotta. E ci è riuscito. I protagonisti di questa avventura sono due associazioni culturali, Modena 900 e Le stelle danzanti, che insieme a Michele Barcaiuolo ed altri apparenti a Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, si sono impegnati per porte a Modena la pellicola. «Le associazioni si sono fatte fin da subito carico di contattare la produzione e grazie alla disponibilità del cinema Astra siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo - spiega Michele Barcaiuolo - Infatti il film verrà proiettato lunedì 9 marzo alle ore 21. A ciò si aggiunge il fatto che siamo riusciti ad ottenere un successo che mai ci saremmo immaginati, vendendo ad oggi più di trecento biglietti». Un film che, oltre agli eventi storici che fanno da protagonisti, ha esso stesso una storia tormentata. «Il film non solo ha riscontrato difficoltà nella distruzione, ma anche durante la produzione, in quanto il regista si è fermato più volte in corso d'opera, ricevendo critiche da numerose associazioni culturali e non solo», spiega Annalisa Arletti, di Modena 900. Le associazioni si sono fatte carico di raccontare questa verità, definita scomoda politicamente dallo stesso Barcaiuolo, «in primo luogo perché le vittime hanno il diritto di essere ricordate, ma in secondo luogo perché solamente conoscendo ogni avvenimento della storia del nostro paese, gli italiani posso arrivare alla costruzione di quella memoria condivisa». (b.f.)

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