L’inchiesta partita dal pentito dei casalesi
Antonio Iovine (San Cipriano d'Aversa, 20 settembre 1964), soprannominato “O'ninno”, insieme a Michele Zagaria e Francesco Schiavone, è uno dei principali boss del Clan dei Casalesi e dal 2014 è un...
Antonio Iovine (San Cipriano d'Aversa, 20 settembre 1964), soprannominato “O'ninno”, insieme a Michele Zagaria e Francesco Schiavone, è uno dei principali boss del Clan dei Casalesi e dal 2014 è un collaboratore di giustizia.
Sono sue le dichiarazioni del giugno 2014 che hanno indotto la Dda di Napoli ad iscrivere nel registro degli indagati Roberto Casari, 62 anni, fino a gennaio di quest’anno presidente del gruppo Cpl. L’ipotesi di accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. In sostanza, Iovine ha dichiarato che i lavori di metanizzazione a Casal di Principe e in altri sei comuni della zona, appaltati a Cpl, sarebbero stati svolti appoggiandosi a ditte locali legate ai Casalesi. Secondo le parole di Zagaria, pronunciate nel corso di un processo ad un ex sindaco, tra il 1999 e il 2003 la camorra casalese ha guadagnato dieci euro su ogni metro di tubo interrato per trasportare il metano. Per verificare quelle dichiarazioni venerdì mattina i carabinieri del Noe hanno iniziati a scavare, scoprendo che i tubi del gas non erano interrati a 60 centimetri di profondità ma, pericolosamente, solo a trenta centimetri. Iovine ha parlato di accordi con le imprese esecutrici, ma avviando questa nuova inchiesta la Dda ha ritenuto di notificare un avviso di garanzia a Casari, che lo ha ritirato venerdì mattina in caserma a Concordia. Cpl per parte sua ha espresso solidarietà a Casari e la convinzione dell’estraneità ad ogni accusa.
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