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Se ci ridono in faccia

Enrico Grazioli

Ridono. Ridono i mafiosi alle scosse di terremoto, ridono i ladri e i rapinatori in faccia ai poliziotti e ai carabinieri che li arrestano...

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Ridono. Ridono i mafiosi alle scosse di terremoto, ridono i ladri e i rapinatori in faccia ai poliziotti e ai carabinieri che li arrestano, come ha sconsolatamente raccontato il sindacato degli agenti nel documento di accusa che la Gazzetta di Modena ha pubblicato nei giorni scorsi. Ridono forti delle sicurezze che sono sempre più loro e meno nostre: incerta la pena per scoraggiare le loro azioni, certo il nostro timore di poter aver a che fare con agguati e razzìe (“è solo successo a me quello che succede a tutti”, ha semplicemente detto il coach del Modena volley Lorenzetti dopo aver trovato la sua abitazione svuotata).

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Le parole del segretario Siulp Fontana colpiscono: perché vengono da chi è in prima linea per difendere la nostra convivenza civile; perché non sono solo la rituale rivendicazione di risorse umane e materiali che un’organizzazione di lavoratori fa per dovere di rappresentanza; perché non hanno come obiettivo qualcuno o qualcosa della struttura di cui fanno parte, nell’ambito di una conflittualità che come in tutti i lavori può esistere; perché chiamano in causa ogni scalino della gerarchia politica e amministrativa, dal governo ai sindaci di città e paesi. I numeri delle forze dell’ordine attive sul territorio (e non chiuse negli uffici a gonfiare burocrazia) fanno a pugni con le statistiche della micro (e spesso non tanto micro) criminalità: basta guardare, anche per l’Emilia, le più recenti rilevazioni del Censis. Ma è più lo sconforto per il senso di inutilità del proprio sforzo a muovere oggi queste persone, cittadini come noi, fino a una raccolta firme per modificare anche attraverso un’iniziativa popolare gli strumenti di base con cui affrontare la malavita e il suo proliferare: le leggi, quelle che oggi non consentono di creare deterrenti efficaci nei confronti di chi intende solo violarle. Non è l’azione demagogica di un partito o un movimento in cerca di notorietà e facile consenso. E’ una forma di proposta e non solo di protesta: quasi paradossale, se si pensa da chi e a chi viene rivolta. Ma ci sentiamo di condividerla e siamo pronti a farlo, crediamo e speriamo come molti modenesi.

@engraz

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