Sisma, sospesi i fondi ai lombardi
Ordinanza della regione: «Mancano gli euro». Preoccupazioni anche nella Bassa
Pesante tegola sulla ricostruzione post-terremoto nei Comuni della Lombardia che confinano con la Bassa modenese. Con un’ordinanza, il commissario Roberto Maroni ha congelato «a titolo cautelativo» tutti i pagamenti di contributi per il ripristino delle abitazioni. Il motivo è presto detto: i soldi stanno per finire o sono già finiti. A suo tempo, per la ricostruzione privata, di case come di aziende, erano stati messi a disposizione 366 milioni. Ma sul finire del 2014, proprio quando stavano per scadere i termini per presentare le domande di indennizzo, si è verificato un inatteso colpo di coda delle richieste, tante e di elevato importo, che hanno fatto sballare i conti. Il 2 febbraio è stato accertato che al 31 dicembre 2014 risultavano essere assegnati quasi 66 milioni sulla base di 378 domande; ma c’era da pagare ancora, a fronte di altre 742 richieste già validate dagli uffici, ben 335 milioni. A questi vanno aggiunti altri 38 milioni relativi a 166 pratiche sospese a fine anno quando ci si era accorti dell’esplosione della domanda.
In totale, per le sole case, la spesa prevista è di 440 milioni a fronte di una disponibilità di risorse di 213 milioni (la parte dei 366 milioni destinata alle case). Ma se all’ammanco per le case (227 milioni) aggiungiamo quello per le attività produttive, ecco arrivare a quei 330 milioni che Maroni ha messo al centro di una relazione inviata al premier, Matteo Renzi, chiedendo al governo di assumere ogni utile e urgente «iniziativa volta a soddisfare il territorio mantovano, stante la necessità di assicurare uniformità di trattamento ai soggetti interessati dal sisma». La decisione ha già fatto sollevare le proteste dei territori colpiti: «È un assurdità, se pensiamo che in Emilia è ancora possibile presentare le domande per la ricostruzione e se consideriamo che la Lombardia vanta un residuo fiscale di oltre 56 miliardi di euro l’anno, pari al 17% del Pil – tuona il sindaco di Quistello, Luca Malavasi – . In una regione così ricca non è accettabile che i cittadini colpiti da una catastrofe come quella del terremoto del maggio 2012 siano abbandonati».
È poi chiaro che quando ieri si è diffusa la mnotiozia anche nel modenese, le preoccupazioni siano cresciute: sempre più persone si vedono applicare assurdi e pretestuosi tagli alle richieste, dando la sostanziale impressione - già emersa dai dati diffusi dalla Regione su fondi spesi e sugli interventi ancora da fare - che gli stanziamenti anche in Emilia potrebbero non bastare.
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