Di Matteo cittadino onorario: inchiesta Aemilia? Non mi sorprende
In Municipio presente anche don Ciotti. «L’Emilia - ha detto il pm Dda di Palermo - saprà trovare la forza per non cedere alle mafie»
MODENA. «Modena, così come tutta l'Emilia-Romagna, troverà nei suoi valori più autentici la forza di non farsi penetrare dalla mafia e dalla mentalità mafiosa. Il rischio ormai è assolutamente presente e concreto in tutto il paese. Per troppo tempo, anche per colpa di una politica nazionale assente, il problema mafioso è stato considerato soltanto un problema siciliano, calabrese, del sud Italia. Intanto, le mafie si espandevano in Italia e non solo in Italia». Sono queste le prime parole di Antonino Di Matteo a Modena, dove il pm antimafia ha ricevuto la cittadinanza onoraria con una cerimonia pubblica in consiglio comunale.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.10966900:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2015/03/02/fotogalleria/cittadinanza-onoraria-a-di-matteo-1.10966900]]
Di Matteo è arrivato in Comune poco dopo le 17 accolto dalla sua scorta, poco prima di don Luigi Ciotti. Dalla terrazza di piazza Grande è stato srotolato uno striscione verticale in favore di Di Matteo, molti cittadini hanno anche partecipato alla cerimonia nelle altre sale in municipio, piene, allestite con gli schermi ad hoc. «È un grande onore - ha detto Di Matteo a margine della cerimonia col sindaco Gian Carlo Muzzarelli e tutte le autorità - ricevere la cittadinanza onoraria di Modena, è un grande onore che sia presente qui oggi don Luigi Ciotti, che è la testimonianza vivente di quanto i valori del cristianesimo siano l'antitesi della subcultura mafiosa, e l'antidoto più importante. Sono grato alla città di Modena e ai suoi amministratori per questa iniziativa».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.10966729:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/03/02/news/don-ciotti-risvegliamo-le-coscienze-1.10966729]]
Parlando poi dell’inchiesta “Aemilia” Di Matteo ha detto che «L'inchiesta Aemilia? Non posso parlare di indagini e di processi che, tra l'altro, non conosco nello specifico. Ma non mi sorprende constatare che anche al nord Italia ci siano problemi di questo tipo: questo è il frutto di una lunga e annosa sottovalutazione del problema, di una visione della mafia quasi come fosse un problema folkloristico, come si trattasse solo di rozzi e ignoranti contadini del sud. Non è così». «La mafia- avvisa il pm della dda di Palermo- è sempre stata un problema di alto livello, accanto ai rozzi killer ha sempre visto le teste pensanti e i colletti bianchi elaborare strategie, sapersi infiltrare nell'economia. Saper apparire come un volto rassicurante».
Ma in Emilia-Romagna ci sono gli strumenti per combatterla? «Il primo strumento necessario- assicura Di Matteo- deve essere la consapevolezza, la conoscenza del problema. In questo senso le occasioni di dibattito, a prescindere dalla mia presenza qui oggi, sono il punto di partenza per cominciare a pensare come la mafia è entrata nel sistema di potere a livello nazionale».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.10966921:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2015/03/02/fotogalleria/il-giudice-di-matteo-in-comune-1.10966921]]
Rispetto alla conoscenza, secondo il pm antimafia «C'è un grande problema» ad informarsi bene: «spesso prevalgono notizie di carattere folkloristico, la cattura di un latitante, i suoi pizzini, persino le sue abitudini alimentari. Bisogna approfondire i temi più essenziali, la penetrazione mafie in economia e politica. Purtroppo- insiste Di Matteo- si conosce poco, al di là del dato iniziale clamoroso: ci sono degli snodi fondamentali della storia del nostro paese poco conosciuti persino nelle conclusioni delle sentenze definitive».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
