Elisa, la vita è un viaggio
Ha lasciato il lavoro di avvocato e con Time4Life porta aiuti umanitari ai bambini
MODENA. «Non sviluppare i pensieri è morire ogni giorno. Le idee sono vita. Le idee se vanno avanti ti fanno vivere per sempre. Qui all'immondezzaio del Nicaragua, vedere tanti bambini raccogliere spazzatura, in condizioni di vita inaccettabili non solo per un essere umano, ma anche per un animale, ti porta a sviluppare idee per loro, è un modo nostro per sopravvivere, per non impazzire, nel vedere questa parte del mondo dimenticata da Dio».
Elisa Fangareggi, 34 anni, avvocato di Modena, tre figlie, presidente della Fondazione Time4Life International che si occupa di sostegni a distanza in Siria, Nicaragua, Romania e Benin, scrive queste parole dal Nicaragua dove è attualmente in missione con altri volontari.
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Prima di partire per questa ennesima avventura, l'abbiamo incontrata e abbiamo sfogliato con lei l'album di una storia in continua evoluzione che inizia tre anni fa.
«Nel 2012 - racconta Elisa - ho deciso di fare un viaggio per portare aiuto nei campi profughi in Siria. Durante questo mio primo viaggio in Siria rimasi sconvolta alla vista dei piedi dei bambini, devastati dal freddo: pensai alle mie figlie e a quando vedendole girare scalze in casa dico loro di mettersi le ciabatte se no prendono freddo! Mi sono innamorata dei bambini e delle persone incontrate lì e quello che pensavo essere un semplice viaggio mi ha cambiato la vita: tornata a Modena, ho abbandonato il mio lavoro di avvocato e mi sono lanciata in questa avventura in ambito umanitario che ha portato alla nascita della fondazione».
Uno staff di 15 persone, 20 volontari attivi da tutta Italia che partono per le missioni, che negli ultimi tempi sono limitate per ovvie ragioni in Siria, dove il gruppo presta assistenza ai profughi solo sul confine dalla parte turca. «Dai miei nonni, entrambi cuochi, ho ereditato la passione per la cucina - racconta Fangareggi - Nelle missioni passo molto tempo a cucinare, mi piace quando vedo i bambini mangiare. Il volontariato richiede tanto spirito di adattamento e occorre studiare sempre, le lingue, diritto internazionale umanitario…».
Elisa, da avvocato alle missioni nel mondo
Elisa passa metà mese all'estero e metà a Modena, con la sua famiglia: «Ho un bravo marito e dei bravi nonni che mi danno una mano - sorride la volontaria modenese - Prima di lanciarmi in questo progetto ho riunito la mia famiglia per capire come avrebbero reagito: se Bianca, la mia figlia maggiore che ha 16 anni e legge i giornali mi avesse detto: mamma non andare, sarei rimasta a casa. Una volta è venuta anche lei con me in Siria. La mia vita è cambiata completamente, me ne accorgo dalle piccole cose: mentre prima girando per strada mi mettevo a guardare una vetrina di scarpe, ora mi fermo a guardare quella delle valigie. Quando compro un maglione non guardo se è bello ma valuto in quanto tempo si asciugherà. Per Natale - conclude - mio marito mi ha regalato una valigia leggerissima con tutti i comfort possibili ed immaginabili e io l'ho mostrata alle amiche come fosse un diamante! Tra i posti visitati - conclude Elisa - il Nicaragua è sicuramente quello che mi è rimasto più dentro, dove ho incontrato persone povere con grande rispetto e dignità e dove ho conosciuto un altruismo tra poveri davvero commovente».
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