Gazzetta di Modena

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Rotatoria “fantasma” sopra tanti segreti

di Marco Amendola
Rotatoria “fantasma” sopra tanti segreti

La Provincia rifiuta di fornire la documentazione sulle quantità di amianto interrata in via Emilia Est: la Cmb non vuole

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Niente da fare per l'accesso agli atti della rotatoria fantasma di via Emilia est, ovvero quella di servizio realizzata in occasione della realizzaziono del maxi-svincolo con la tangenziale. Le analisi del carotaggio effettuato dall'Agenzia regionale per l'ambiente, da cui si sarebbero potute capire le quantità di amianto interrate e il tipo di pietra utilizzata, restano chiuse in un cassetto alla Provincia di Modena per tutelare il diritto alla riservatezza dei controinterassati. Il veto è arrivato direttamente dall'azienda costruttrice dell'ex rotatoria, il colosso cooperativo Cmb, interpellata dalla Provincia dopo la richiesta di accesso agli atti arrivata dal nostro giornale a dicembre. «L'azienda costruttrice dell'opera non ha acconsentito all'accesso agli atti», così in Provincia.

POCA TRASPARENZA Ma il mistero a questo punto infittisce perchè la pubblicazione del carotaggio sarebbe stata un'occasione per fare trasparenza sull'intera opera alla cittadinanza. Le domande restano purtroppo senza risposta: quanto pietrisco con amianto è stato interrato sotto la rotatoria? Quali sono le percentuali? Come e da dove è stato trasportato e perchè è finito li?

TONNELLATE DI AMIANTO Nelle “Integrazioni tecniche al progetto esecutivo del 2003” si legge invece che il materiale di risulta doveva essere invece «facilmente recuperabile» e la rotatoria provvisoria ripristinata «col terreno vegetale precedentemente rimosso» al termine dei lavori. Ma del terreno vegetale oggi non c'è più traccia. In compenso però sono arrivati, si legge questa volta nel “Computo metrico dei lavori”, «7839 metri cubi di ghiaia di cava della categoria A1A e A1B». È invece il cronoprogramma dei lavori a spiegare la stratigrafia dell'opera provvisoria e a dare un'idea del tipo di materiali utilizzati: «30Cm di sabbia per strato anticapillare, 50Cm di ghiaia in natura o materiale riciclato, 25Cm di misto stabilizzato, 20Cm di misto cementato, 10Cm conglomerato bituminoso, 3Cm per conglomerato bituminoso manto di usura». Sempre nelle “Integrazioni tecniche al progetto esecutivo” si parla dell'impiego «di un rullo compressore vibrante da 180quintali per compattare gli strati di misto stabilizzato». Quali precauzioni per i lavoratori e per l'ambiente sono state utilizzate ? Secondo un tecnico interpellato dalla Gazzetta, per la realizzazione della rotatoria sono finite sotto terra «oltre 1700 tonnellate» di ofiolite, ghiaia con amianto, che sarebbe arrivata da delle cave dell'appennino parmense.

CAROTAGGIO TOP SECRET Arpa e Cmb effettuarono in contradditorio dei carotaggi della rotatoria provvisoria. Lo spiega Vittorio Boraldi, direttore Arpa: «La ditta aveva presentato un piano di indagine e Arpa ha proceduto con delle proprie analisi, e da li sono stati riscontrati valori di amianto superiori al limite di 1000/mg x Kg». Il documento venne poi trasmesso da Arpa alla Provincia. Ma qui tutto si ferma con il no arrivato dai controinteressati alla richiesta di accesso atti. «Se l'indice di rilascio è superiore a 0,1 il materiale va mandato in discarica per rifiuti pericolosi. Nel 2005 c'era una giungla normativa e il pietrisco ofiolite si poteva ancora utilizzare. Ma adesso non è più così», osserva Alessandro Gualtieri, geologo dell'Università , fra i massimi esperti in materia di amianto.

OPERAZIONE LIFTING Lo scorso dicembre uomini e mezzi della Cmb hanno ripulito tutta la rotatoria fantasma dal degrado, dalle macerie e dai rottami di cantiere abbandonati dal 2008. Adesso l'area si presenta in ordine. Ma asfaltata sopra e con l'amianto sotto.

CHE NE SARÀ? Difficilmente la rotatoria fantasma potrà essere utilizzata per altre opere di viabilità, o riportata a terreno agricolo come una volta. Per la bonifica da amianto serve invece una cifra superiore al milione di euro. La soluzione caldeggiata da esperti del settore e da Arpa è quella che sarebbe meglio evitare la rimozione anche per la vicina falda e per evitare l'eventuale dispersione di fibre nell'aria. Quella che doveva essere un'opera provvisoria nata «causare il minor disagio al traffico e agli abitanti» si è trasformata in una bomba ecologica di difficile soluzione alle porte della città, e che graverà sulle future generazioni.

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