Carani, le infiltrazioni erano già note tre anni fa
Il dato all’epoca del rinnovo del contratto per la gestione del teatro municipale Dopo il sisma vennero evidenziate problematiche. Ecco tutti i punti “a rischio”
Nell'agosto 2012, al rinnovo del contratto per la gestione della stagione teatrale del Carani, l'associazione di imprese che ottenne l'incarico aveva allegato al suo programma di spettacoli, anche un piano di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, “urgenti e inderogabili, da realizzare con un piano programmato e pluriennale”.
Vi si evidenziavano già infiltrazioni d'acqua e intonaco che si staccava. Il crollo di ottobre 2014, che ha determinato l'ordinanza di chiusura e poi la necessità di una perizia e la conseguente scelta del Comune di recedere dal contratto di affitto, non è affatto un fulmine a ciel sereno. Dei problemi a quanto si apprende da questa relazione, si sapeva e ci si preoccupava già all'epoca, ma ancora di più proprio ad agosto 2012, poco dopo le scosse di terremoto che avevano devastato la bassa modenese e determinato comunque un periodo di attenzione anche per il Carani. Parti essenziali del teatro venivano indicate come bisognose di sistemazione definitiva: non solo gli intonaci, ma per esempio il grande lampadario centrale, di cui venne effettuata un'attività di controllo e manutenzione del meccanismo di bloccaggio in economia e autonomamente dalle stesse aziende che curavano la stagione, per assicurarsi comunque della stabilità, in assenza di un intervento comunale. Ancora il raggruppamento di imprese (composto da Just in time e Mutina eventi) si occupò di controllo, revisione e ricarica degli estintori, manutenzioni e controlli della centrale termica e di tutte le uscite di sicurezza. Come urgenti e improrogabili, ma a carico del Comune, vennero invece individuati lavori sul sistema di sicurezza elettrica, il controllo e ricambio di tutte le rubinetterie, guarnizioni, scarichi e sifoni non funzionanti nei servizi igienici del teatro; la riparazione dell'intonaco rovinato.
Ed è qui che si evidenzia come il teatro fosse soggetto da tempo a infiltrazioni di acqua piovana. L'intervento richiesto era prevalentemente estetico e riguardava una zona diversa da quella poi crollata: l'entrata dei portatori di handicap, dove i distacchi di intonaco continui erano stati rimediati con “fogli di carta”, ma la causa del distacco veniva individuata proprio in “anni di infiltrazioni”. Più importante ancora era l'intervento sul graticcio, l'impalcatura che sostiene riflettori, quinte, scene e strumentazioni sopra al palcoscenico, che al Carani è interamente di legno e preda dei tarli. Altre opere ancora riguardavano la pulizia del sipario e dei binari su cui scorre.
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