Gazzetta di Modena

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Carpigiana Service, proteste poi accordo

di Serena Arbizzi
Carpigiana Service, proteste poi accordo

Un ferito durante l’iniziativa del sindacato “Si Cobas”. Positivo l’esito dell’incontro con il presidente in prefettura

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Un durissimo braccio di ferro è ripreso ieri mattina tra la cooperativa di facchinaggio Carpigiana Service e i lavoratori iscritti al Si Cobas. Il conflitto va avanti da mesi e ieri ha registrato anche momenti di tensione: accanto al laboratorio della Carpigiana Service, in via dei Tornitori, un giovane è stato soccorso dal personale del 118 e portato in ospedale. Nel pomeriggio le parti si sono incontrate dal prefetto, dopo che i Si Cobas avevano manifestato l’intenzione di procedere con il blocco ad oltranza delle merci. Ma si è arrivati a un accordo. La vicenda si trascina dalla primavera del 2014, quando i lavoratori iscritti al Si Cobas scioperano davanti alla ditta Cbm, che ha commissionato un appalto alla Carpigiana Service. I lavoratori contestano fino a ottenere l’allontanamento del caporeparto, accusato di «intimidazione e violenza verbale nella gestione dei rapporti con i lavoratori - si legge in una nota inviata dallo Spazio Guernica, a sostegno dei Si Cobas - A questo si aggiungevano livelli e maggiorazioni salariali non rispettati. I lavoratori sono infatti inquadrati nel contratto della logistica, ma svolgono prevalentemente mansioni di assemblaggio e verniciatura per la Cbm: un significativo risparmio per l'azienda, considerando l'inquadramento da metalmeccanici che questi lavoratori dovrebbero avere. Le giornate di mobilitazione hanno strappato un accordo che prevedeva il miglioramento delle condizioni complessive dei lavoratori».

I problemi sono ricominciati in autunno quando i Si Cobas hanno evidenziato che l'azienda non intendeva rispettare i punti dell'accordo.

«Questa volta invece, dal primo gennaio, la Cbm ha aperto un nuovo capannone, in via dei Tornitori a Modena, a poche centinaia di metri dalla sede centrale - prosegue lo Spazio Guernica - Un gruppo di lavoratori, tutti dipendenti della Carpigiana, è stato spostato nel nuovo capannone. La maggior parte di loro, una trentina, con iscrizione al Si Cobas. Questo spostamento ha creato un esubero, che è stato gestito istituendo una cassa integrazione a rotazione. Tra i lavoratori spostati al montaggio ci sono alcuni verniciatori che sono stati rimpiazzati ai forni da nuovi assunti, dipendenti di una nuova coop, Idea Lavoro. L'elemento in comune tra assemblatori e verniciatori trasferiti è l'appartenenza al Si Cobas. I lavoratori hanno anche iniziato una battaglia legale contro Carpigiana e Cbm. Secondo quanto documentato nelle denunce, la prima avrebbe trattenuto dalle buste paga un totale di 175.000 euro di Tfr mentre la seconda esercita il controllo diretto della manodopera dipendente da Coop Carpigiana evidenziando come la cooperativa sia parte di una strategia per abbattere i costi e licenziare gli elementi sindacalizzati», conclude il Guernica.

Ieri i Si Cobas e lo spazio Guernica hanno quindi bloccato l’entrata e l’uscita delle merci sia al laboratorio di via dei Tornitori, sia alla sede della Cbm in via Gazzotti. Respinge le accuse al mittente Salvatore Mazziotti, presidente di Carpigiana Service che parla di «accuse infondate da parte dei Si Cobas, abbiamo sempre pagato stipendi con buste paga corrette. Per la persona ferita, non si tratta di un nostro lavoratore. Dal Prefetto siamo arrivati a un accordo: i Si Cobas hanno richiesto di cambiare la tipologia del contratto, con differenze minime nei compensi; il contratto della metalmeccanica ha 13 mensilità, il nostro ne conta 14. Poi c’è stato il reintegro di un rappresentante sindacale».

Serena Arbizzi

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