«Chioschi? Noi non vogliamo abbatterli»
L’assessore Vandelli pronta allo scontro: «Tirarli giù significa dover pagare danni. Andremo avanti fino alla Cassazione»
«I chioschi non sono da demolire, altrimenti sottoporremmo il Comune a un eventuale richiesta di risarcimento danni, nel caso in cui fosse accertata l'illegittimità degli atti compiuti. Questa ipotesi è quella della Procura, la cui attività il Comune rispetta, ma anche la difesa ha i suoi diritti... Certamente andiamo incontro a modifiche progettuali che non metteranno in difficoltà il Comune». Parole dell'avvocato e assessore all'urbanistica Anna Maria Vandelli che lasciano ipotizzare tempi lunghi per risolvere il grattacapo dei 4 "chioschi bulgari" in cemento sequestrati nel Parco sui Viali dalla Procura.
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I tempi per arrivare a una sentenza definitiva non saranno brevi, come ha spiegato la stessa Vandelli in consiglio rispondendo a due interrogazioni di Luigia Santoro (Ncd) e Marco Bortolotti (M5s). «Vorrei ricordare - continua l'assessore comunale - che sul tema deciderà il giudice e vorrei anche ricordare che le sentenze sono anch'esse umane e non divine. Se saranno accertati errori si vedrà, di oggettivo finora non c’è nulla perché ci sono le rispettabili tesi della Procura e quelle altrettanto rispettabili del Comune». E' insomma un muro contro muro anche perché, come la Gazzetta riportava nell'edizione di ieri, in Municipio stanno vedendo come arrivare a un nuovo progetto che porti prima o poi a risolvere l'intricata vicenda. «Non abbattiamo le strutture? Ricordo - continua l'assessore Vandelli - che con il sequestro si perde la possibilità di intervenire sul bene. Si può solo curare l'area sotto sequestro, attività svolta immediatamente nei giorni scorsi quando la Procura ha assegnato al sindaco Muzzarelli la custodia dei chioschi. Neppur il tribunale ha disposto la demolizione degli scheletri: non si è assunto la responsabilità perché essa può essere solo una eventuale procedura accessoria qualora vengano rilevati eventuali illeciti. Ora non siamo neppure alla fase processuale e ricordo che esiste sempre il ricorso in Cassazione».
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Il processo, in primo grado, è a settembre e sono stati rinviati a giudizio gli ex assessori Sitta e Prampolini, le funzionarie ministeriali Grifoni e Polidori, i dirigenti comunali Villanti, ora in pensione, e Marco Stancati attuale dirigente del settore ambiente. «Occorre certo fare presto - conclude l'assessore - ma la stessa Procura non ha una tesi univoca sull'argomento chioschi e ritengo che la scelta debba essere del Comune». Le opposizioni attaccano. «Se il Comune accettasse l'illecito si potrebbe demolire subito, se continuate con il ricorso non si abbatterà» spiega la Santoro; Bortolotti chiude: «I cittadini subiscono la situazione causata dal Comune, a inizio 2014 avevamo detto che il nuovo progetto comunale non andava bene».
Stefano Luppi
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