«Nuova canonica? Decide la Cei»
Serra. Il progetto prenderà quota solo se verranno garantiti almeno 1,3 milioni
SERRAMAZZONI. Il maxi progetto della nuova struttura parrocchiale da affiancare al Santuario viene lanciato adesso perché c’è un treno che passa e dopo rischia di non fermarsi più. È quanto hanno sottolineato i promotori del grande edificio polivalente che dovrebbe sorgere al posto della canonica, fatto di tre piani più un seminterrato.
Al piano terra ci saranno ingresso, cappella, sagrestia, salone, cucina, ufficio e bagni; al primo quattro aule per il catechismo ma anche altre attività e al secondo la casa canonica con l’abitazione del parroco e due camere per i sacerdoti di supporto. Il tutto per una spesa di 2,3 milioni supportata dal contributo da 1,3 milioni che si spera di ricevere dalla Cei, da 300mila euro che dovrebbero arrivare dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, 100mila legati alla vendita di un appartamento del condominio Sole della Curia e altri 250mila dall’alienazione di parte della canonica di Faeto per un progetto anziani. Il resto sarebbe garantito da donazioni e mutuo.
Ma è chiaro che tutto ruota sul sì della Cei: «La Conferenza Episcopale - ha sottolineato l'economo diocesano Giorgio Garuti - ci finanzia ogni tre anni un progetto di costruzione di un nuovo edificio di culto, secondo appositi parametri. Ne abbiamo usufruito nel 2013, e la nuova finestra utile è dunque quella del 2016. Di qui l’urgenza».
«Il contributo arriva solo per una nuova costruzione - ha ribadito il parroco don Antonio Lumare - ed è questo che rende impossibile, per usufruirne, l’ipotesi di ristrutturare».
Di fronte a perplessità manifestate dal pubblico sull’impatto architettonico, il progettista Pierluigi Piumi ha specificato che si tratta solo di un piano preliminare: «L’impegno è quello di rendere l’edificio più armonico possibile, a fronte anche di esigenze di economicità. Come è stato sottolineato alla presentazione in Consiglio diocesano, si intende realizzare tutto con criteri di sobrietà ed utilizzo di intonaco tinteggiato con cornicioni in calcestruzzo».
Da parte sua, l’assessore all’Urbanistica Andrea Convenuti ha precisato che a oggi si è valutata la rispondenza a tre criteri: «Regolarità dell’operazione, inserimento dell’opera nel contesto e rilevanza strategico-sociale, a fronte di una cronica mancanza di spazi per la pastorale. L’impegno è quello di assicurare massima trasparenza nell’iter e adeguato confronto con la Commissione architettonica».
Per quanto riguarda l’appalto, si punta a seguire i criteri di assegnazione di procedura pubblica, con invito a una serie di ditte che dovranno essere iscritte in white list. Per evitare sorprese, però, la Parrocchia in quanto soggetto privato non sarà obbligata a seguire il criterio del massimo ribasso. (d.m.)
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