Portoghesi e violenza sui bus, linea dura
Pattuglie delle forze dell’ordine a disposizione dei controllori di Seta: si punta a garantire la legalità nel trasporto pubblico
«Pronto, sono un verificatore di Seta, abbiamo problemi con un passeggero. Stiamo scendendo alla fermata di largo Garibaldi».
«Due minuti e siamo lì, trattenetelo».
Ecco l’ipotetico colloquio telefonico tra un controllore impegnato nella quotidiana verifica dei biglietti ai clienti che viaggiano sui bus cittadini ed extraurbani e una pattuglia della polizia, dedicata - una volta alla settimana - a prevenire e sradicare le cattive abitudini di diversi utenti. Perché ormai la tensione è altissima: vuoi la crisi che porta a risparmiare sui costi superflui (e i biglietti della corriera vengono considerati tali), vuoi la maleducazione sempre più dilagante, vuoi il senso di impunità che ormai aleggia all’interno della comunità, comunque la presenza di “portoghesi” e passeggeri violenti ha avuto un’impennata. Basta soltanto annotare che tra novembre e gennaio sono state almeno quattro le aggressioni fisiche ai danni di verificatori, da Modena a Formigine, passando per Vignola.
«Sì, abbiamo paura - ammette Michele B., tra i controllori più esperti - L’hanno scorso mi hanno preso a pugni. Siamo sottoposti ad ogni tipo di offese, sono in particolare gli stranieri, ma anche gli italiani non ci vanno leggeri. L’inizio di questa collaborazione con le forze dell’ordine è una buona strategia, ci rendiamo conto che ci sono diversi problemi sociali in città, ma sapere di averle subito a disposizione ci dà qualche garanzia in più».
«Se ci dessero qualche strumento antiaggressione lo utilizzerei - ammette Ivana C., una delle due donne verificatrici tra i 20 addetti di Seta - Penso allo spry al peperoncino o alla pistola elettrica. Per una donna è anche più difficile fare questo mestiere perché il passeggero non fa distinzioni. Anzi, penso che il sesso faccia la differenza: una donna è vista come un soggetto più debole e quindi meno propenso a reagire».
«Se ne inventano di ogni - aggiunge Roberto A. - Noi non possiamo bloccarli e quindi spesso reagiscono male e appena le porte del bus si aprono fuggono. Non abbiamo gli strumenti per contrastarli, ma la presenza delle forze dell’ordine può essere un buon deterrente. Talvolta la nostra segnalazione passa in coda a emergenze prioritarie, con il nuovo progetto di sicurezza invece anche la legalità sui bus diventa un principio da difendere».
È stato detto in sede di tavolo per la Sicurezza che le corriere sono parte integrante del tessuto cittadino e come tali vanno trattate. Ecco quindi che se in città è stata varata la linea dura per la lotta alla criminalità anche i bus non faranno differenza e incasseranno un occhio di riguardo. Un messaggio chiaro a chi non paga e con fare aggressivo e violento pensa di uscirne impunito.
@francescodondi
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