«Rinascita in stile Bologna con l’apertura fino a sera»
Tra i commercianti si propone di ampliare la fruizione degli spazi di via Albinelli «Ma servono progetto concreto, nuove regole e l’accordo di tutti gli operatori»
La via d’uscita? Fare come a Bologna. Ormai sembra essere un ritornello, abbandonando una volta per tutte il campanile e sapendo cogliere, con un po’ di lungimiranza, quello che davvero si potrebbe realizzare all’interno di uno dei mercati più belli d’Italia. È quello che pensano alcuni dei commercianti del Mercato Albinelli, il cui pensiero è esplicitato molto bene da Sara Fantoni del Bar Schiavoni: «Proprio pochi giorni fa sono tornata a Bologna al Mercato delle Erbe dopo diversi anni ed è stata una bellissima esperienza vista con gli occhi di chi, un mercato molto più bello, lo frequenta tutti i giorni per ragioni di lavoro. Sono rimasta stupita nel vedere un mercato non accattivante come il nostro ma che comunque sia alla sera fulcro di incontri, aperitivi, ottimo cibo: sono riusciti ad incontrare esigenze varie per un pubblico eterogeneo ed ora il mercato è aperto tutti i giorni, tranne la domenica, fino a mezzanotte». Chiaramente si tratta di capire che cosa comporta questa apertura: «Questa è una proposta, che per me sarebbe un sogno. Ciò non vuol dire obbligare tutti gli esercenti ad essere aperti e operativi, sarebbe un controsenso. È ovvio che chi ha gestioni complesse negli orari, come può essere per i banchi di frutta che alla notte sono già in ballo, non c’è nessun obbligo. Si tratterebbe di dare la possibilità a chi vuole di poter investire su questo spazio, creando un luogo di incontro dove si può mangiare in compagnia, bere un aperitivo o partecipare ad un evento in un contesto del tutto unico».
I problemi arrivano quando si sbatte il muso contro i regolamenti: «Questo cambiamento, che non deve spaventare ma deve soltanto essere una possibilità in più - continua Sara Fantoni - deve però avere l’appoggio del Comune. E chi vuole ci deve poter stare perché sarebbe stupido avere chi vuole investire tempo nel Mercato senza che però gli vengano dati i mezzi e le possibilità per farlo».
Il punto è proprio quello: mettere d’accordo tutti. E un cambio di regole, si sa, spesso divide piuttosto che unire, dal momento che c’è chi si sente favorito e chi, invece, vede nella novità un problema in più da superare.
In questi mesi il mercato ha già saputo evolversi di testa sua, riempiendo, ad esempio, gli spazi sfitti con tavolini e sedie sui quali poter degustare in tranquillità prodotti acquistati al mercato.
«È una trasformazione inequivocabile - dice uno dei commercianti - rispetto alla quale ci si deve adattare. Ma tutto l’anno dovrebbero esserci iniziative: di cosa abbiamo paura, del freddo?». E lo sguardo va all’esterno: «Perchè non lasciare sempre i due ombrelloni e le sedie che danno modo a tutti di potersi sedere dopo un giro al mercato? E invece vengono utilizzati solo in particolari occasioni. Ormai le occasioni devono essere continue se vogliamo sopravvivere...». (d.b.)
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