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Scoppia la grana-Braglia: «Fermate i 650mila euro»

di Davide Berti
Scoppia la grana-Braglia: «Fermate i 650mila euro»

Una lettera di Graziano Pini a tutte le società sportive: «Con tutti quei soldi si finanzi la base». Guerzoni si difende con una sua missiva: «Pensiamo a tutti»

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Il caso “Braglia” si complica. Mancano due giorni alla discussione in consiglio comunale del bilancio e i 650mila euro del rifacimento del manto erboso dello stadio, previsto nel piano triennale degli investimenti già nel 2015 sono sempre più un problema.

La notizia è della settimana scorsa, il polverone è invece sempre più denso anche nelle ultime con un indiretto botta e risposta. Graziano Pini da una parte e l’assessore Giulio Guerzoni dall’altra.

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Pini, tra coloro che tirano le fila nel gruppo CambiaModena, non ha fatto sconti: conosce il mondo e non ha fatto altro che inviare una lettera alle società sportive modenesi dove spiegava come questo impegno di spesa tra gli investimenti sia del tutto «inopportuno. Il rifacimento del manto erboso dello stadio andrebbe a contraddire la convenzione in essere con il Modena Calcio, già destinatario di aiuti inopportuni da parte dell’amministrazione comunale - scrive Pini - ad avvantaggiare società a scopo di lucro e una minoranza di cittadini, con ricadute risibili sulla maggior parte della cittadinanza e per questo non dovrebbe rientrare tra le priorità del 2015». Pini, infatti, non dice di non farlo, ma di posticiparlo. E i motivi ci sono «visti i continui tagli verso le attrezzature sportive di base e delle polisportive, rilevanti per l’aggregazione sociale».

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Due problemi quindi: come vengono spesi i soldi e il finanziamento allo sport professionistico, contravvenendo addirittura a quanto scritto nella convenzione tra Modena Calcio e Comune di Modena dove è scritto nero su bianco che la manutenzione del campo spetta al gestore dell’impianto. Ma il Modena ha già fatto sapere in piazza Grande che non ne vuole sapere.

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Dopo la lettera di Pini, ieri alle società sportive è arrivata anche la lettera di Guerzoni, una sorta di excusatio non petita che recitava così: «Come assessore allo sport non posso che sottolineare come il Comune di Modena abbia deciso di indirizzare risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria su tutta la rete: grandi impianti e rilevanza economica, impianti in gestione (palestre e campi da calcio) impianti in diritto di superficie e polisportive. Si è lavorato a 360 gradi poichè tante e diversissime tra loro erano le priorità e le criticità improrogabili. La Giunta, anticipando al 2015 tutti gli investimenti possibili, ha voluto tenere assieme le esigenze dello sport di base e dell'agonismo di alto livello, rispondendo così all'intera richiesta della rete sportiva presente in città. La stessa impostazione verrà mantenuta anche nel 2016 e nel 2017 con la consapevolezza che per mantenere alta la qualità dell'offerta sportiva è necessario andare incontro il più possibile alle richieste dei gestori, delle società, delle federazioni e degli enti di promozione, ovvero tutti coloro che fanno vivere i luoghi di sport a Modena».

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Il problema è che tra le società un po’ di malumore comincia a serpeggiare con uno slogan inequivocabile: «Si tagliano i contributi essenziali e invece si paga un campo che dovrebbero pagare altri». È un po’ il concetto già espresso anche nei giorni dal Movimento Cinquestelle, molto duro su questa vicenda, tanto da presentare anche una interrogazione comunale e anche approfondimenti successivi che andranno a guardare anche gli altri contributi a più zeri, come le utenze del PalaPanini che vengono pagate non dal gestore dell’impianto ma dal Comune di Modena con un esborso che tutti gli anni supera i duecentomila euro. Giusto o sbagliato che sia, c’è chi si sta chiedendo se tutto ciò sia ancora in disponibilità del Comune di Modena.

Intanto l’amministrazione ha provato a dare un contentino, spostando i finanziamenti alle polisportive già a quest’anno. A chi andranno? A pioggia come al solito? Si resta ancora in attesa di quel “piano delle polisportive” che Muzzarelli aveva sbandierato in campagna elettorale proprio per evitare di alimentare sprechi. Quali strutture rimarranno anche alla luce delle difficoltà di questi giorni di alcune polisportive nel sostenere mutui e spese di gestione? È solo uno dei tanti interrogativi. Basta guardare il piano degli investimenti pubblicato qui sopra per porsene altri.

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