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Tutti i trucchi per eludere la multa salata: tanti Ajeje Brazov e papà nati nel... 2004

Tutti i trucchi per eludere la multa salata: tanti Ajeje Brazov e papà nati nel... 2004

C’è un vasto campionario per eludere i controlli ed evitare la multa riservata a chi viaggia senza biglietto o abbonamento. I controllori potrebbero scriverci un libro. Intanto la strategia del “più...

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C’è un vasto campionario per eludere i controlli ed evitare la multa riservata a chi viaggia senza biglietto o abbonamento. I controllori potrebbero scriverci un libro. Intanto la strategia del “più lontano mi siedo dalla porta d’ingresso più me la posso cavare” è fallimentare. Quando i verificatori salgono sulla corriera ci si indirizzano spediti verso il fondo, laddove tendono a sedere i portoghesi più incalliti. È il caso di tre ragazzotti, sorpresi sulla linea 7, che porta dalla Stazione dei Bus a Largo Garibaldi (la zona più trafficata e a maggior rischio violenza): appena vedono i quattro addetti di Seta, eccoli scattare in piedi e incamminarsi verso l’ingresso con la scusa di dover pagare il tagliando. Ma ogni giorno ce n’è una nuova: si va dalle colpe dei genitori che non hanno dato i soldi per acquistare il titolo di viaggio al ticket smarrito sotto il sedile e, vista l’alta densità di passeggeri, impossibile da recuperare. C’è anche un papà che chissà da quanto viaggia con l’abbonamento scolastico del figlio under 12, che gode di un costo speciale. Peccato sia accompagnato dalla foto. Eppure lui ci prova lo stesso, consegna al verificatore la tessera, coprendo per bene con il pollice il viso impresso. Il computer portatile però non sbaglia e alla domanda “ma scusi, è suo questo abbonamento?” e alla risposta affermativa, il controllore sorride: “beh, se lei è nato nel 2004 li porta davvero male i suoi anni”.

E poi ci sono gli Ajeje Brazov - il portoghese del film “Tre Uomini e una gamba” di Aldo Giovanni e Giacomo - gli specialisti del nome inventato, che credono di cavarsela facendo intestare la contravvenzione ad uno sconosciuto. «Ce chi in un minuto dà quattro identità diverse - raccontano i verificatori - ma senza un documento chiamiamo le forze dell’ordine». (fd)

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