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BOCCIATA DAL PD PROPOSTA M5S-LEGA

Antimafia, non passa la commissione

Antimafia, non passa la commissione

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Lega Nord e M5S – le due minoranze più corpose in Regione – trovano ancora una volta l’unità. Questa volta sulle commissioni antimafia. Entrambi i gruppi consigliari hanno infatti presentato ieri la richiesta di istituirne una “in materia di antimafia” e di rispetto della legalità, spinti anche dal clamore recentemente suscitato dall’inchiesta Aemilia.

«Servono misure nuove» - spiega in merito Giulia Gibertoni, capogruppo M5S - in grado di portare avanti «un ragionamento sistematico sul tema». E la Commissione d’Inchiesta andrebbe incontro a queste esigenze, consentendo di «programmare misure praticabili ed incisive». Una proposta «di buon senso», che però ha incontrato il netto rifiuto della maggioranza. 28 no a fronte dei 17 “si” delle minoranze. «Non riesco proprio a capire: sembra che votino contro per ripicca». Sperava almeno in un gesto politico, che potesse mettere d’accordo tutti sul tema. La lotta alle mafie – ha spiegato durante il dibattito - «non può ammettere silenzi e il no alla nostra richiesta equivarrebbe a un silenzio». Di conseguenza, «mi aspettavo che rifiutassero la nostra proposta per poi presentarne una analoga, come già accaduto altre volte. L’avrei votata, almeno si arrivava al risultato. Forse – conclude - temevano la creazione di un “corpo estraneo”» che sarebbe stato segnato dall’attivismo delle minoranze. Anche il leghista Alan Fabbri si mostra sorpreso. «Sinceramente ci aspettavamo che la richiesta venisse accolta, anche perché ci si riempie sempre molto la bocca con quest’argomento». Era, secondo il capogruppo del Carroccio, un’occasione per fare chiarezza e per approfondire le dinamiche emerse dall’inchiesta Aemilia – inchiesta, tiene a sottolineare Fabbri, partita anche grazie alle segnalazioni dei consiglieri leghisti di Finale Emilia.

Ad entrambi risponde Massimo Mezzetti, assessore alla legalità. Secondo il quale la commissione sarebbe stata «inutile. Una posizione che ricorda l’intervento del consigliere Pd Antonio Mummolo, che durante il dibattito aveva ricordato come la commissione «non avrebbe avuto potere d’indagine sul territorio, ma solo sull’attività amministrativa dell’Ente”, risultando quindi “uno strumento poco efficace e rischia di creare inutili sovrapposizioni». «Semmai – aggiunge Mezzetti - bisogna rafforzare gli organismi che ci sono già» E, nell’elenco, tira in ballo anche la Consulta regionale “per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso” istituita lo scorso venerdì dalla giunta Bonaccini. Una sorta di authority, composta da esponenti delle istituzioni e del mondo economico, che divide i giudizi. Se per la Gibertoni si tratta di un soggetto che «non si capisce bene cosa sia e che comunque non avrà il valore di una commissione», per Mezzetti si tratta di «una cosa seria: un luogo nel quale le rappresentanze, istituzionali e non, si scambieranno informazioni e delineeranno strategie per rispondere a problemi concreti».

Marcello Radighieri

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