Cento sacerdoti salutano don Lumetti
Alla Madonna di Sotto tantissima gente per il funerale officiato dal vescovo emerito Caprioli e dai due fratelli del parroco
Circa un migliaio di persone si è stretto ieri in preghiera per dare l’ultimo saluto a don Achille Lumetti, parroco di Madonna di Sotto da quasi 35 anni, deceduto dopo essere stato colpito da un emorragia celebrale a 83 anni. Nella chiesa, gremita di fedeli, molti dei quali costretti a restare sul piazzale, anche un centinaio di sacerdoti, il vicesindaco di Sassuolo Maria Savigni, le autorità militari, i gagliardetti delle associazioni e soprattutto tantissimi giovani, proprio come avrebbe voluto il prete, che nel suo operato ha sempre messo in primo piano i progetti per i ragazzi, come ad esempio il frequentatissimo centro estivo. Decine i bambini seduti intorno al feretro, che da lunedì pomeriggio ha ricevuto la visita di migliaia di fedeli. Ben 7mila, infatti, i ricordini funebri distribuiti.
In apertura della cerimonia il vescovo emerito Adriano Caprioli ha letto una lettera di saluto del vescovo Massimo Camisasca, che ha ricordato il sacerdozio di Don Achille, la sua generosità e il suo altruismo.
«Don Achille dopo aver girato diverse chiese - ha detto il vescovo celebrante - ha trovato a Madonna di Sotto la sua parrocchia, che ha costruito secondo quanto gli hanno suggerito il suo amore e la sua fede. Quello che resta, dopo di lui, è la comunità che ha creato. Da oggi tutti, sacerdoti e laici, avete il compito di portare avanti quello che lui ha iniziato e costruito, ricordando i suoi insegnamenti».
Al termine della messa, il segretario Alessandro Mareggini ha voluto salutare Don Achille intonando, insieme al coro dei giovani, il canto che normalmente chiudeva la messa della domenica. «Grazie Don - hanno ribadito commossi i ragazzi del gruppo giovani - per averci insegnato a credere in noi stessi, per i valori che ci hai trasmesso. Questo non è un addio ma solo un arrivederci, ti ricorderemo sempre con il tuo sorriso, lo stesso che faremo nel pensarti. Vogliamo darti un voto: 10 e lode, lo stesso che tu hai sempre dato a noi».
Tra gli officianti anche i due fratelli di Don Achille, Padre Romolo e Don Umberto, che ha voluto ringraziare gli amici sacerdoti che sono stati vicini al fratello.
Monsignor Caprioli, nell’omelia, si è soffermato sulle tante vocazioni che sono nate all’interno della parrocchia. «Sono certo - ha detto il vescovo - che l’esempio di Don Achille continuerà ad essere uno stimolo per tutti, per una chiesa che deve essere sempre più aperta e militante».
A prendere la parola anche Don Massimiliano Giovannini, sacerdote che è cresciuto nella parrocchia di Madonna di Sotto e che ha voluto sottolineare come la sua vocazione sia arrivata grazie all’esempio di Don Achille. «Il suo ricordo non svanirà mai - ha spiegato ai tanti fedeli - perché qui tutto parla di lui». Don Achille, originario di San Cassiano, è stato sepolto nel cimitero del paese reggiano.
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