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“Donne in centro”, occasione di socialità

“Donne in centro”, occasione di socialità

A Mirandola, dopo il terremoto, è nata una realtà che promuove eventi culturali e di approfondimento

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MIRANDOLA. Dopo il terremoto, il trauma e la necessità di rimettersi e rimettere le persone, soprattutto le donne, “al centro”. Fare uscire le persone di casa non a causa delle scosse ma per trovare l'altro, fare aggregazione, divertirsi. Nasce così a giugno 2013 a Mirandola l'associazione “Donne in centro” con l'intento di promuovere l'ascolto e la socializzazione delle donne attraverso diversi eventi culturali e non solo. «Dopo il terremoto ho avvertito l'esigenza di uscire e fare qualcosa per aiutare le persone, soprattutto le donne che magari dopo il terremoto si sono ritrovate sole, senza una casa o donne con problemi famigliari e in situazioni di fragilità», racconta la volontaria Nazzarena Bernardi, presidente dell'associazione. Con lei c'è Valeria Mazerti che ci racconta che una volta andata in pensione «ho iniziato a fare volontariato all'Auser, ho fatto parte della Consulta del Volontariato di Mirandola poi mi sono avvicinata a questa associazione perché ne condivido la mission». Oltre a spettacoli musicali e teatrali, gite culturali, “Donne in centro” propone anche serate informative e di sensibilizzazione su temi diversi come quello della violenza sulle donne. «Come associazione - raccontano le volontarie - ci siamo inoltre rese disponibili a fare volontariato presso lo Sportello Donna del Centro per le Famiglie dell’Ucman (Mirandola via Castelfidardo, 44). Si tratta di uno sportello di orientamento legale destinato alle donne residenti nell'Area Nord». Nazzarena e Valeria si recano allo sportello ogni mercoledì dalle 14 alle 16 e svolgono servizio di accoglienza ed ascolto per una prima analisi del problema delle persone che si rivolgono al centro dove, se necessario, otterranno supporto dagli avvocati dell'Associazione “Gruppo Donne e Giustizia”, che metteranno gratuitamente la loro competenza a disposizione delle donne che vogliono conoscere quali azioni intraprendere per tutelarsi al meglio in caso di procedimenti quali separazioni, divorzi, affidamento dei minori o in caso di stalking o violenza. «Quando sentiamo le donne che si rivolgono allo sportello dire: “ho fatto proprio bene a venire qui oggi!” per noi è la gratificazione più grande», concludono Nazzarena e Valeria. (l.s.)

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