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Holding olandese controllerà la Ferrari

di Stefano Turcato
Holding olandese controllerà la Ferrari

Scelta finanziaria per la quotazione in Borsa e per blindare la maggioranza da parte della società della famiglia Agnelli

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Diventa sempre più solido e stringente il controllo diretto di Marchionne e di Exor, la società cassaforte della famiglia Agnelli, sull’azienda Ferrari.

Non solo lo scorporo di Ferrari da Fiat Chrysler Automobiles, non solo Ferrari che diventa il bancomat di Fca con la posizione finanziaria netta dell’azienda di Maranello che, dopo il “prelievo”, passa da positiva per 1,5 miliardi a negativa. Ora il modello già sperimentato per Fca e Cnh viene applicato anche a Ferrari: l’azienda sarà controllata da una holding olandese che verrà quotata in Borsa.

Lo ha annunciato ieri il presidente Sergio Marchionne al Salone dell'auto di Ginevra.

Marchionne ha precisato che la produzione rimarrà in Italia. Il manager ha spiegato che il principale vantaggio di una holding olandese è la possibilità di un meccanismo di diritti di voto doppi per i soci stabili, lo stesso già adottato per Fca e Cnh Industrial. E questo consente appunto di blindare il controllo della società mediante i diritti di voto. Exor detiene il 30% circa di Fca, che controlla il 90% di Ferrari. Dopo il collocamento in Borsa del 10% del capitale e lo scorporo, Exor dovrebbe avere il 24% della Casa di Maranello, che, unito al 10% di Piero Ferrari e rafforzato con il meccanismo dei diritti di voto doppi per i cosiddetti soci stabili, porterebbe a detenere una quota intorno al 50 per cento dei diritti di voto.

Marchionne ha poi precisato: «Cerchiamo di non confondere l'azienda che poi viene quotata e le azioni che vengono scambiate sul mercato con la sede dell'azienda. La Ferrari continuerà a fare tutte le sue vetture in Italia, a fare profitti e a pagare tasse in Italia. La società non operativa, che sta sopra la Ferrari e che raggruppa le attività, darà la possibilità all'azienda di essere quotata. Ma Ferrari è e resterà italiana».

Marchionne ha poi aggiunto che «la quotazione di Ferrari oltre il 10 per cento è tecnicamente possibile. Il problema è posizionare la giusta quantità di titoli: vendere è estremamente facile ma poi il problema è stabilire il prezzo».

Alla domanda sul calo dei margini di Ferrari nel 2014 il presidente ha attribuito la responsabilità «ai costi della Formula Uno. Quest'anno la Ferrari dovrebbe registrare un lieve aumento rispetto alle vendite del 2014. Tecnicamente si potrebbe arrivare a 10mila vetture ma questo richiederebbe una stabilità economica in tutte le parti del mondo e oggi non la vediamo». Marchionne ha anche sottolineato l'importanza «di mantenere e proteggere l'esclusività» del marchio. Il piano industriale «lascia i volumi di produzione fermi al 2013. Non li aumenteremo».

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