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Mamme, soldatesse bad girl: le donne per l’inverno 2015

Mamme, soldatesse bad girl: le donne per l’inverno 2015

Un itinerario caleidoscopico che unisce mete esotiche e calore domestico, passando attraverso il punk e l’arte

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Settanta sfilate in calendario, altre indipendenti per un totale di più di cento défilé presentati a Milano Moda Donna che si è tenuta dal 25 febbraio fino al 2 marzo. Manca una tendenza fil-rouge, ognuno ha portato in passerella la propria ispirazione. Abbiamo cercato di fare per voi una selezione delle sfilate che hanno lasciato di più il segno.

Dolce & Gabbana hanno reso omaggio sentimentale alla figura di donna più amata in tutto il mondo: la mamma. Pubblico commosso alle lacrime, modelle in passerella con i propri bambini e chi come Bianca Balti, ancora in dolce attesa. Il rosa cipria o rosa carne, in questo caso quella profumata dei bebè e non quella sexy dei corpi voluttuosi a cui ci hanno abituato i due stilisti, è stato il protagonista della collezione. Così come le rose, ricamate e stampate un po’ su ogni capo.

Anche i disegni dei bambini vengono riprodotti sui classici abiti con bustier in raso spalmato che non perdono di femminilità, nonostante il tema. Non mancano il pizzo trasparente, i tailleur sfiancati con inserti di pelliccia e i foulard annodati al collo, veri capi icona del brand. Stella Jean sceglie l'Himalaya indiano, un luogo dove le impostazioni culturali spesso cedono il passo all'imposizione e al subordinamento. Una disobbedienza stilistica o meglio un’anarchia stilistica testimoniata dal repentino susseguirsi di volumi e dalle cinture annodate, originariamente portate sui capi di festa, ora intese come passepartout, in varie stoffe e colori, da indossare su maglie o capi spalla. Capi ed elementi dalla genesi individuale che acquisiscono un senso solo nel momento della loro combinazione.

La bellezza nasce dal cattivo gusto secondo Fausto Puglisi. Lo stilista che ha rubato il cuore a Madonna, Katy Perry, a Beyoncé e a tantissime altre star porta in scena uno show spettacolare, come se si fosse nell’halftime del SuperBowl. Diana Vreeland, Lou Lou de la Falaise, Fulco di Verdura, il barocco siciliano con la sua ossessione per il decoro estremo, le ispirazioni. L’artigianalità come impronta creativa che porta da un estremo all’altro, ma mai indietro: colorato e nero, corto e lungo, rigoroso e opulento. Parata di starlette e calciatori da John Richmond. Un inverno esotico che porta ad avventure sensoriali: kimoni, stampe zebrate, texture leopardate, dragoni e fiori, accenni di bondage e stampe geometriche per uno stile irriverente. Di tutt’altro avviso Massimo Rebecchi che si ispira alle opere astratte di Peter Halley. Stampe, grafica, sovrapposizioni in color block di colori che vanno dal rosa salmone al blu elettrico. Bellissimi e portabilissimi i cappotti con inserti in ecofur. Il genio di Gabriele Colangelo si ispira agli acrilici di Matthew Chambers con torsioni del tessuto che muovono silhouette altrimenti molto rigorose.

Maria Vittoria Melchioni

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