Vandelli: ce la giochiamo al processo
L’assessore su Facebook ribadisce: «Noi non abbattiamo, è la nostra tesi contro quella della procura»
«Andiamo avanti con ordine perché la fretta non è mai buona consigliera» e «Sino a sentenza gli atti amministrativi sono assistiti da una presunzione di legittimità, per ora ci sono tesi, non decisioni, le decisioni sono quelle assunte in contraddittorio. Questo è un principio irrinunciabile della democrazia». Dichiarazioni dell'assessore all'urbanistica comunale Anna Maria Vandelli che ipotizza un allungamento dei tempi e rilancia sul tema dei chioschi "bulgari" in cemento del parco della Rimembranza. Il politico e avvocato ieri sulla sua pagina Facebook ha infatti pubblicato un lungo intervento nel quale ribadisce per punti quanto già illustrato lunedì in consiglio comunale rispondendo alle interrogazioni dei consiglieri Santono (Ncd) e Bortolotti (M5s). Dal lungo testo dell'assessore, qui riportato per stralci, sembra delinearsi la strategia che il Comune intende portare aventi al processo in autunno. In estrema sintesi: nessun abbattimento, del resto non possibile senza il via libera della Procura, a meno che il Comune non ammetta che neppure il progetto alternativo da cinque chioschi presentato pochi mesi fa va bene.
Alla Gazzetta, in ogni caso, risulta che in Municipio si stia pensando a una alternativa senza cemento. Scrive Vandelli: «Noi in qualità di custodi non possiamo abbattere i chioschi, l'abbattimento lo può disporre il Tribunale ora o nella denegata ipotesi in cui venga con sentenza (quindi sulla base di un processo trasparente, in contraddittorio) venga accertata la illegittimità degli atti del comune». E più oltre nel "post" di Fb: «Stiamo valutando le diverse considerazioni esposte dal Tribunale sul progetto, attendiamo il dibattimento affinché le tesi del Tribunale trovino una coerenza unitaria e appena avremo una decisione la rispetteremo.
Ovviamente nel rispetto delle funzioni reciproche tra giustizia e amministrazione comunale. Per esemplificare: vogliamo metterci i bagni oppure no dentro a questi chioschi? Per il Comune si ci vogliono e devono averne cura i gestori. E vogliamo dargli uno spazio dove mettere le cassette delle bottiglie e sedie per evitare situazioni di degrado?» Ancora: «Per fare il progetto ci sono voluti tanti anni, farne un altro richiederebbe almeno altri 12 mesi e occorre anche procedere a nuovi pareri della Soprintendenza. E se poi non piace a qualcuno dovremo ritornare da capo?». L'assessore poi torna sul tema dei risarcimenti ai chioscai e conclude: «Non che aspettiamo la decisione della Cassazione, ma la sentenza) del Tribunale, una sentenza dove gli imputati, titolari dei titoli, tutti avranno modo di esporre le loro difese».
Stefano Luppi
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