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«Amministrare condomini? È un mestiere»

«Amministrare condomini? È un mestiere»

Bruini (Confedilizia): «Finalmente un albo con esami e titoli». Via ai corsi di formazione da marzo

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Una polizza assicurativa per le inadempienze degli amministratori di condominio. E poi ancora un titolo di studio superiore, un corso di formazione seguito da aggiornamenti annuali, allo stesso modo degli ordini professionali.

Sono questi alcuni dei punti più importanti della riforma sulla gestione degli immobili che il Parlamento ha approvato due anni fa. Anche a Modena si cominciano a varare le innovazioni che spostano dopo quasi ottant’anni il baricentro legale del settore.

«Finalmente - spiega il presidente di Confedilizia Modena, l’avvocato Francesco Bruini - la professione di amministratore di condomini è riconosciuta a tutti gli effetti. Deve essere competente in materia fiscale, edilizia, legale e amministrativa. A partire da otto appartamenti esiste il condominio immobiliare che deve essere gestito secondo criteri fissati per legge per quanto riguarda trasparenza ed economicità. C’è una sana concorrenza perchè d’ora in poi il rinnovo non sarà più automatico: si potrà gestire il condominio al massimo per un biennio e poi è obbligatorio confrontare preventivi diversi».

Confedilizia Modena ha organizzato per questo un corso di formazione che inizierà il 19 marzo e che durerà 80 ore. Il costo è di 425 euro che comprende anche la quota associativa e il manuale per i corsi. Il responsabile del corso è l’avvocato Alfredo Righi Riva e i docenti sono reclutati tra i legali modenesi specialisti di questioni immobiliari; ma non mancano anche un ingegnere e un geometra.

«Se si ha un diploma in tasca e si vuole iniziare questo mestiere - aggiunge Bruini - formazione e attestato sono indispensabili. Per chi cerca un nuovo lavoro è una buona opportunità per mettersi in proprio anche perchè nel nostro paese abbiamo il più alto numero di residenti in condominio rispetto alla popolazione residente; ben 52 milioni di italiani vivono in condomini con tutti i problemi e le opportunità che questo comporta. C’è da dire anche la proprietà immobiliare è sotto tiro, è diventato il bancomat per far quadrare i bilanci dei Comuni e dello Stato. Così a Modena ad esempio l’Imu è quasi raddoppiata in tre anni, dal 3,2 al 5,4 per mille, mentre il prelievo fiscale complessivo sugli immobili è passato da 9 a 32 miliardi di euro. Ogni nuova tassa, come in origine l’Imu, prevede una quota per gli inquilini: ma siccome è difficile recuperarla dai tanti che non la pagano si carica tutta sui proprietari. È ora di finirla con questa spremitura».

Saverio Cioce

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