Barcaiuolo (Fdi): «Lo stadio va venduto»
La provocazione: «Chi si lamenta perché non propone di mettere a bando tutti gli impianti?»
Nel dibattito sullo stadio si inserisce Michele Barcaiuolo, esponente di Fratelli d’Italia che negli ultimi dieci anni ha seguito dal consiglio comunale la vicenda stadio. E partendo dall’inizio della storia arriva a formulare una tesi: «Nel biennio 2002-2003 - spiega barcaiuolo - la ristrutturazione completa, lavoro ben fatto, dello stadio Braglia fu un affare per il Comune di Modena, molto meno per il Modena Calcio allora guidato da Amadei. Infatti l'escamotage del mutuo di fatto al 50% tra amministrazione e società è tutt'oggi un unico italiano. Di questa scelta il Modena calcio paga ancora le conseguenze: 600.000 euro l'anno pagati fino all'anno scorso oltre 400.000 dopo la splamatura del mutuo da me sostenuta lo scorso anno. Questo tipo di situazione mette il Modena Calcio in una situazione unica: pagare quasi mezzo milione all'anno per uno stadio non di proprietà e sul quale non si può nemmeno esercitare un’opzione di acquisto. Questo mutuo è stato spesso ostativo ad eventuali passaggi di proprietà del Modena Calcio perchè sulla società pende questa spada di Damocle che nessun club professionistico in Italia ha. Detto questo, visto l'affarone che il comune fece dieci anni fa, credo sia altrettanto normale che i costi di manutenzione e il rifacimento del manto erboso siano a carico dell'amministrazione, si può invece discutere sull'urgenza della spesa per la copertura della curva ospiti.
Ma a coloro i quali si lamentano dico: non siete d'accordo? Bene... Ma almeno proponete, anzi proponiamo la vendita dello stadio. Gli stadi di proprietà sono il futuro , e, per di più, se un domani, ci fossero acquirenti interessati al Modena Calcio la prospettiva di pagare un mutuo per arrivare alla proprietà dello stadio o almeno alla possibilità di acquisto significherebbe sicuramente abbattere un muro psicologico (oltre che economico) che ha frenato potenziali acquirenti del Modena Calcio negli ultimi anni. Per quanto riguarda le proteste del cosiddetto sport di base vorrei dire alcune cose: a parole hanno tutti ragione, ma preferirei che da loro si sollevasse quel velo di ipocrisia su come sono gestiti l'impianti minori a Modena: grandi favori economici alle polisportive con diritti di superficie almeno 40ennali regalati (che andrebbe bene se su quelle superfici si facesse solo sport, meno se su quelle superfici si svolgono attività di lucro come ristorazione video- poker ecc...); palestre e piscine assegnate senza bando, spesso usando solo il criterio storico. Mettiamo a bando la gestione di tutti gli impianti sportivi del Comune di Modena, ovviamente privilegiando nei punteggi richiesti le società sportive e gli enti di promozione sportiva: scomettiamo che il risparmio del Comune di Modena da reinvestire sullo sport di base sarebbe molto maggiore dei soldi che il Comune spenderà per il Braglia? Io sono pronto a scomettere!».
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