«Fai sesso o faccio scandalo» Trentenne indiano a processo
È una torbida vicenda a sfondo sessuale e verrà chiarita solo con il processo che inizierà in gennaio. Ieri è stato rinviato a giudizio per tentata estorsione un trentenne di origini indiane Kemar B....
È una torbida vicenda a sfondo sessuale e verrà chiarita solo con il processo che inizierà in gennaio. Ieri è stato rinviato a giudizio per tentata estorsione un trentenne di origini indiane Kemar B., residente a Carpi, per aver ricattato sessualmente una giovane parente: pretendeva da lei un rapporto e in cambio non avrebbe rivelato il suo stato interessante. Ieri mattina il caso è stato affrontato in fase di udienza preliminare davanti al giudice Andrea Romito: pm Andrea Guerzoni e difensore dell’imputato l’avvocato reggiano Catia Lombardo. Il fatto è avvenuto a Carpi, dove abitano i due parenti indiani. Non è ancora chiaro come e perché, ma Kemar ha ritirato all’ospedale Ramazzini dove ha ritirato i referti ginecologici della giovane parente. In questo modo è venuto a sapere che era incinta, notizia della quale tutta la famiglia era all’oscuro. Il fatto imbarazzante e la relazione che ci stava dietro gli sono sembrati, secondo l’accusa, un buon pretesto per ottenere dalla giovane ciò che gli era sempre stato negato fino ad allora: piaceri sessuali. Così l’ha presa da parte e ha avanzato la proposta perversa presentandogliela come un modo per evitare lo scandalo in famiglia. Ma la ragazza non c’è stata, così si è fatta coraggio rompendo dei tabù tradizionali e familiari e ha sporto denuncia contro il trentenne connazionale. Dopo è scattata una indagine coordinata dal pm Guerzoni che è finita con la richiesta di rinvio a giudizio, accordata ieri dal giudice.
Carlo Gregori
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