In manette la boss dello spaccio
Formigine. Comandava gli uomini dell’organizzazione e stava meditando di fuggire ancora in Marocco
FORMIGINE. Comanda una banda di spacciatori, dando ordini agli uomini e gestendo telefonicamente, anche dal Marocco, il commercio della droga, i rapporti con l’avvocato e le strategie operative con i clienti. Fatima Zahira Mahider, 34 anni, ribalta il credo comune che vuole le donne del nord-Africa soggiogate al potere dei maschi. Lei, invece, li comanda, guidando un’organizzazione di tipo matriarcale, dove le donne - nel gruppo hanno ruoli di spicco anche la sorella e la cugina - dispongono di fidanzati e semplici spacciatori.
Nei suoi confronti il pm Enrico Stefani ha chiesto e ottenuto l’arresto per il concreto rischio di fuga e di reiterazione, con le manette scattate nei giorni scorsi ad opera dei carabinieri di Sassuolo.
La donna, tra il 4 febbraio ed il 16 luglio 2014 e tra il 9 febbraio a oggi, ha guidato una pattuglia di pusher con un ampio giro di clienti, molti dei quali facevano riferimento proprio a lei. Chili di polvere bianca piazzata sul territorio, da Montale a Sassuolo, passando per Casinalbo e Formigine.
Quando il 24 giugno 2014 i carabinieri del Nucleo Operativo di Sassuolo arrestano il “cavallo” (colui che consegna le dosi) Mohammed Elorchi, Fatima è in Marocco. Il suo telefono è sotto controllo da tempo e i militari ascoltano gli ordini che impartisce alla sorella, il collegamento con Formigine. Vorrebbe addirittura tornare, ma le viene sconsigliato e intanto acquista un immobile in Marocco al costo di 52mila euro. Poi però torna e i carabinieri intercettano “curiosi” siparietti telefonici con il fidanzato, maltrattato e spesso allontanato pur ricevendo dichiarazioni d’amore e richieste di tornare insieme in Marocco per evitare guai. In Africa il capo dell’organizzazione avrebbe voluto tornare in aprile e non a caso comunica al padre la data: pericolo di fuga, ecco che il blitz dei militari può scattare non prima però di aver scoperto che qualcuno le riserva rancore, arrivando persino a darle fuoco all’automobile sotto casa. (fd)
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