Aggredirono gli agenti: condannati gli anarchici
FORMIGINE. Quattordici mesi senza sospensione della pena: è la condanna comminata a Matteo Arisi e Viviana Fontana, i due anarchici arrestati durante la contromanifestazione andata in scena mentre a...
FORMIGINE. Quattordici mesi senza sospensione della pena: è la condanna comminata a Matteo Arisi e Viviana Fontana, i due anarchici arrestati durante la contromanifestazione andata in scena mentre a Formigine scendeva in strada anche Forza Nuova, mobilitata per protestare dopo l’arrivo di 26 profughi di Mare Nostrum. In quell’occasione, secondo l’accusa sostenuta dal pm Mazzei, i due furono protagonisti di resistenza aggravata a pubblico ufficiale tanto che la stessa notte - era il 13 dicembre - vennero fermati e arrestati. Nella stessa operazione vennero sequestrati diversi oggetti contundenti. Negli scontri rimasero feriti due agenti, impegnati nel monitorare il presidio di Forza Nuova. La corte, pur accogliendo la richiesta di condanna formulata dal pubblico ministero, si è invece riservata sulla richiesta dell’avvocato difensore, Daniela Goldoni, che ha proposto la revoca delle misure cautelari. I due ragazzi di 21 e 25 anni hanno infatti un obbligo di firma da rispettare con regolarità.
E mentre andava in scena il processo a porte chiuse, davanti al tribunale alcuni amici degli imputati - arrivati da Cremona - hanno organizzato un presidio con l'esposizione di alcuni striscioni di sostegno per “Vivi” e “Ari”. Tutto si è svolto senza particolari problemi con tanti modenesi di passaggio incuriositi dall’insolita presenza e dal volantinaggio e gli agenti delle forze dell’ordine mobilitati (in numero abbondantemente superiore rispetto ai manifestanti), ma rimasti a distanza di sicurezza per monitorare la situazione.
Le motivazioni della corte a spiegazione della sentenza saranno depositate entro i prossimi 90 giorni, ma la difesa ha già anticipato l’intenzione di impugnare il provvedimento, considerato piuttosto pesante. I due ragazzi hanno infatti sempre negato di aver aggredito le forze dell’ordine.
Francesco Dondi
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