Fallisce il piano-amianto: dieci anni per la bonifica
Aimag ha presentato, tra le perplessità dei cittadini, il progetto decennale Saranno sostituiti 210 chilometri di tubi con un impegno da 70 milioni
«Questa amministrazione e la precedente hanno perso due anni alla ricerca di una soluzione per contrastare la presenza di fibre di amianto nell’acqua pubblica che, per un motivo o per l'altro, era già sembrata quella sbagliata a molti cittadini di buon senso che non avevano mancato di segnalarlo». Questa la conclusione alla quale sono arrivati i comitati che si sono formati intorno al tema dell’amianto nell’acqua pubblica dopo avere assistito alla commissione consigliare “Ambiente”. Mercoledì sera, in municipio, l’ingegner Davide Debattisti (dirigente Aimag) ha infatti illustrato il piano di sostituzione delle condutture idriche. Dei circa 210 chilometri interessati, circa 15 riguardano le due condutture che collegano Fontana di Rubiera a Carpi e verranno sostituite per prime in tre momenti, lavorando su circa 5 chilometri per volta. Le vecchie condutture non verranno rimosse. Verranno posate due nuove linee rispettivamente di 60 e 35 centimetri di diametro, in modo che venga effettuato un solo scavo e una sola posatura.
Dal piano illustrato da Aimag si evince che i tre lotti verranno eseguiti partendo da Fontana verso Carpi. Il costo del primo intervento (tra la via centrale di Fontana e via Dogaro) sarà di 6 milioni 175mila, il secondo (tra via Dogaro a Canale Cantone) 4,7 milioni, il terzo (tra Canale Cantone a via Cattani) 5 milioni e 347mila.
L’intera pianta urbana poi è stata suddivisa in 18 zone e si pensa di intervenire su due aree ogni anno. Parliamo di 190 chilometri di cui 20 sotto terreno agricolo e 170 sotto manto stradale. Nel computo si devono anche considerare tutti gli allacciamenti (circa 6100) dal momento che appare impensabile sfruttare quelli vecchi di 30-40 anni su una rete nuova. Poi si procederà con la sostituzione dell’anello che circonda la città per circa 4800 metri e 4 milioni e 300mila e, in seguito, si passerà alle 18 zone urbane. Costo dell’operazione totale: 70 milioni (20 milioni sono solo gli allacciamenti)
Dopo qualche domanda dei consiglieri, come Giorgio Verrini di Carpi Futura che ha chiesto perché venga usata la ghisa e non il pvc, secondo Sara Rovatti, portavoce del comitato No Amianto, non è stato posto l’accento sul problema più imminente: visto che serviranno dieci anni per cambiare le tubature, cosa si fa nel frattempo contro l’amianto nell’acqua? «Hanno richiesto perfino la composizione chimica dei tubi che andranno a posare - attacca Rovatti - A nessuno, però, è venuto in mente di chiedere: cosa diciamo ai cittadini sempre più preoccupati? Cosa pensiamo di fare nelle scuole? Ma i paladini dell’amianto in consiglio comunale e su facebook oggi pomeriggio dov’erano?». Della questione, con una lettera, è stato informato anche il presidente della Regione, Stefano Bonaccini.
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