Gazzetta di Modena

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Il Tiepido si è portato via una strada

di Daniele Montanari
Il Tiepido si è portato via una strada

A Serramazzoni l’amministrazione costretta a realizzare una via alternativa. A Prignano si lavora contro la frana di Volta

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Come dieci giorni fa. La nuova nevicata, preceduta peraltro da piogge insistenti, ha provocato l'ennesima emergenza dissesto in Appennino, o meglio ha aggravato quella già esistente. Tra i casi più emblematici c'è senz'altro quello che si è aperto a Serramazzoni lungo la Nuova Estense, appena all'inizio del territorio comunale. Qui, al chilometro 157, salendo si trova sulla sinistra via Olio, una stradina che conduce ad alcune abitazioni distanti pochi metri dal torrente Tiepido.

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Ed è proprio il corso d'acqua ad aver creato un movimento incredibile: negli ultimi due giorni, è andato a erodere sei metri di sponda, travolgendo la strada, al punto che il Comune ha attivato un intervento d'emergenza per realizzare un'altra strada a fianco di quella ormai inghiottita. Ieri gli operai sono stati al lavoro fino a sera per pavimentare con ciottoli un tracciato alternativo che ha salvato la borgata dall'isolamento. «Il Tiepido ha eroso la sponda con una velocità impressionante – osserva l'assessore ai Lavori pubblici Simone Gianaroli – mercoledì, con una prima azione, avevamo messo delle transenne di protezione che sono state letteralmente mangiate dal torrente nella notte, con un avanzamento di altri due metri. Per fortuna le precipitazioni si sono fermate, e abbiamo potuto realizzare una strada alternativa. Ma non è certo finita qui: il torrente avanzerà ancora con le piogge di primavera, per questo facciamo appello agli organi superiori, Provincia, Regione e Bonifica, perché intervengano al più presto». Chiaro che difficilmente sarebbe accaduta una cosa del genere con un'accurata manutenzione del corso d'acqua da parte degli enti competenti, del resto il Tiepido è già stato oggetto di ripetuti allarmi in passato, nonché di un'esondazione che invase la stessa Nuova Estense nell'aprile scorso, in un punto non molto distante. Ma l'allarme dissesto viene rilanciato con forza anche a Prignano, dove restano chiuse via Prato Vignale (c'è un'azienda agricola in forte difficoltà) e via Chiesa di Morano, con forti i disagi per la popolazione soprattutto anziana: domenica, per andare a Messa, hanno dovuto tutti incamminarsi a piedi. Gli operai comunali sono invece al lavoro per tentare il ripristino di via Vezzano, mentre quelli della Provincia sono intervenuti sulla frana storica che circonda la rotonda di Volta di Saltino per scongiurare l'ipotesi di chiusura della trafficatissima arteria che congiunge la montagna al distretto ceramico. Crisi frane continua anche a Palagano, dove ieri il sindaco Fabio Braglia ha dovuto chiudere via San Vitale, a Monchio, dove si aggrava anche il cedimento della piazza con la chiesa. E resta altissima la preoccupazione per viale Costa e la strada che conduce a Boccassuolo, in crisi sul ponte di Raggiola, così come per la frana di Ca' d'Andrea poco sopra Susano.

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