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In casa chili di droga e una “boutique”

In casa chili di droga e una “boutique”

Municipale e polizia arrestano due spacciatori maghrebini. Recuperati abiti rubati per migliaia d’euro

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Era stato arrestato dalla polizia municipale per spaccio di droga lo scorso aprile, ma continuava a gestire i propri affari criminali dall'appartamento di via Formigina dove era costretto ai domiciliari.

Il giochino è stato scoperto dagli a genti del Nucleo problematiche del territorio della Municipale, i cecchini degli spacciatori, recenti sgominatori della banda del parco e che possono contare su una ricca banca dati relativa a piccoli e medi “personaggi” dediti allo spaccio e al malaffare in strada. In zona , in via Formigina, era stato notato un assiduo via vai di gente che veniva, scaricava merce, entrava ed usciva da un condominio. Segnalazioni arrivate sia alla Mobile che alla Municipale. Entrambe le forze si sono unite e così, sospettando subito del 42enne marocchino ai domiciliari, poliziotti e vigili si sono dati il cambiò negli appostamenti, nelle intercettazioni, nello studio di eventuali clienti. E così , l’altra sera, è scattato il blitz. Davanti a casa è arrivata un’auto con un marocchino di 39 anni, moglie e due bimbi di pochi mesi. Il padre, sceso dall'auto, ha preso contatti telefonici ed è salito al piano dove risiedeva il connazionale agli arresti. Poco dopo ne è sceso con un sacchetto ed è ripartito in auto.

La Polizia lo ha seguito ed è riuscito a fermarlo soltanto dopo un inseguimento, in tangenziale: nel sacchetto c’erano 4 chili di hascisc.

Scatta così il blitz nell’appartamento di via Formigina del 42enne che ha pure sfondato una porta a vetri con la testa ferendosi: trovati 4 chili di hascisc, telefoni per gestire i contatti con fornitori e acquirenti, nonché ben 15mila euro in contanti. Ma in casa, nelle sue auto, nel garage, è spuntato anche un vero e proprio bazar. Giacche, scarpe, maglie, vestiti, profumi. Tutta merce nuova , alcuni capi ancora con attaccate le placchette anti taccheggio. Un segno ulteriore di come, soprattutto i giovanissimi, rubino nei negozi o nei centri commerciali e rivendano ai rifornitori di droga il loro bottino. La merce rubata e ritrovata vale qualche migliaio d’euro. Questo dimostra come siano cambiati pure gli spacciatori: un tempo chi riforniva le piazze o altri pusher in casa non aveva mai roba rubata. Chi spacciava faceva solo quello, non anche il ricettatore.(s.to)

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