Gazzetta di Modena

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«A disposizione dei giudici per rispondere su tutto»

di Alfonso Scibona
«A disposizione dei giudici per rispondere su tutto»

Paolo Maleti, ex amministratore di Sgp, spiega la sua posizione sulla vicenda: «Ho sempre agito nella massima trasparenza. Il mio incarico senza gratifiche»

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“Sono pronto a mettermi a disposizione dei giudici per rispondere su tutto quello che mi verrà chiesto; pronto a rispondere anche su altri fatti che sono avvenuti all'interno della società, dei quali sono a conoscenza”. Paolo Maleti, amministratore di Sassuolo Gestioni fino ai primi del 2013, non ha ovviamente avuto nulla di scritto da parte della procura della repubblica di Modena, dove la Guardia di finanza ha depositato la denuncia a suo carico.

“Non ho avuto nulla e quello di cui sono a conoscenza è frutto della lettura dei giornali – ha ammesso – ma credo di aver agito per tutto il mio mandato, fino alle dimissioni, che ho rassegnato per allinearmi a quanto prescrive la legge, per una società che era in perdita per tre bilanci di seguito, nella più completa trasparenza ed a favore della buona visibilità di Sgp. A questo proposito ricordo che c'erano tanti fornitori da pagare, ed ho deciso di pagarli con una spesa di oltre 18 milioni di euro; c'era da abbassare il numero dei dipendenti, alcuni assunti dalla precedente gestione, ed ho portato il numero da 51 a 37; ho annullato i premi di produzione in quanto non si trattava di un ente pubblico ma di una società esterna; ho deciso di smettere il ricorso agli incarichi esterni, dandoli, quando serviva, all'interno”.

Gran parte di queste cose, in realtà Paolo Maleti le aveva dette un paio di anni fa, di questi tempi, quando l'8 marzo aveva convocato la stampa locale per ufficializzare i motivi del suo abbandono. “Questo tipo di società – aveva detto quel giorno ed ha ripetuto ieri – sono un vero e proprio imbroglio che vogliono evitare il patto di stabilità del governo”. Maleti vuole anche evitare di essere coinvolto in un tema molto più ampio di quello che ha vissuto in prima persona. “Vorrei anche puntualizzare - afferma – che il mio incarico è stato praticamente svolto senza gratifiche di vario genere. Non ho mai fatto un rimborso spese per benzina, ristoranti, varie di altro genere. Il mio è sempre stato un incarico di servizio per la città, anche se in una società che generava perdite di continuo”.

Quello che la gente si chiede è anche se la trasparenza è di quelle pulite o meno. Maleti ne ha sentore e lo puntualizza nelle sue parole conclusive. “Continuo a girare per Sassuolo a testa alta – dice – perché non ho mai preso soldi né per me e nemmeno per il mio partito. Per me la politica e gli incarichi che ho ricoperto, compreso questo, sono sempre stati finanziati a mie spese e piuttosto che riceverne ne ho sempre dato. E quanti mi conoscono sanno che questo corrisponde alla verità”. In ogni caso la vicenda necessita di altri tasselli, il primo di questi è rappresentato dalle decisioni della Procura di Modena, che, dopo avere esaminato quanto prodotto dalla Guardia di Finanza, dovrà o meno inviare gli avvisi di garanzia a coloro che sono coinvolti. In città non è ancora scattata la schiera di coloro che si sono posti come innocentisti o colpevolisti nei confronti dei protagonisti di questa vicenda.

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