«Bretella, un’opera inutile e dannosa»
Formigine. Affollato incontro di Legambiente a Magreta con i gruppi contrari. Evidenziati gli aspetti ecologici ed economici
FORMIGINE. Erano un centinaio i cittadini che hanno partecipato l'altra sera a Magreta al primo incontro dei gruppi anti-bretella autostradale. Organizzato da Legambiente, l'incontro ha interessato tanti abitanti di Magreta e Marzaglia, persone che temono, o già sanno, che il collegamento autostradale passerà a un centinaio di metri dalle loro case o che subiranno espropri di terre o casolari. La protesta che si era sopita dopo decenni di dibattito su tracciati e ipotesi solo disegnate, ritrova vigore ora che la bretella sta per diventare realtà, con i suoi quindici km di lunghezza dall'A22 fino a Sassuolo, più due assi secondari di collegamento alle tangenziali di Modena e Rubiera, 8 svincoli, diversi viadotti; un costo di oltre 500 milioni di cui 234,6 di finanziamento pubblico e gli altri in project financing a cura di Autobrennero, che ha vinto la gara per eseguire i lavori. Legambiente e i suoi relatori hanno annunciato l'intenzione di produrre un ricorso al Consiglio di stato, procedura anche onerosa, per cui si stanno cercando i fondi, ma è la via più determinata per provare a fermare il collegamento che, secondo chi contesta l'opera, non ha più utilità logistica, non ha ritorno economico e ha numerose contro-indicazioni dal punto di vista ambientale. “Siamo prossimi all'area naturalistica del Colombarone – ha spiegato Gianbattista Messori, autore di articoli critici verso il collegamento - la strada corre per buona parte nel parco fluviale del Secchia. Esistono previste opere di mitigazione, ma parliamo di un consumo di suolo elevatissimo, di problemi di impermeabilizzazione e conseguenti rischi di allagamenti; problemi relativi alla conoide del fiume e ai campi acquiferi, di tutela delle biodiversità”. “Non risolve – ha proseguito Messori – i problemi di logistica del comprensorio ceramico, che trent'anni fa, quando la bretella fu concepita, non aveva la Modena-Sassuolo urbana e che continuerà comunque ad avere camion diffusi nel distretto perchè aziende e trasportatori lavorano franco fabbrica”. Fra le ipotesi alternative si caldeggia l'incentivo al trasporto su ferro e comunque si ritiene che la bretella dovrebbe al massimo raggiungere lo scalo di Marzaglia, senza arrivare a Sassuolo. Il contrario di quanto pensano gli imprenditori sassolesi. Ma del resto anche economicamente, sostiene Legambiente, il progetto non sta in piedi: “Per rientrare dell'investimento Autobrennero dovrebbe incassare pedaggi per 15 milioni l'anno per 30 anni e invece la previsione più elevata può prevederne circa 3. È chiaro che sul piatto c'è il prolungamento della concessione per l'A22, la bretella è solo una merce di scambio che però rischia di avere un impatto fortissimo sul territorio”.
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