Dopo il bilancio pace armata nel Pd sulle nuove nomine
Il sindaco Muzzarelli e la presidente del Consiglio Maletti alla prova del nove dell’unità con Seta e Fondazione Crmo
Votato il bilancio, il più è fatto? Sbagliato. Forse qualche mese fa poteva valere questa equazione, ma ora la musica è cambiata. Si parte da un dato di fatto: la pace armata dentro al Pd ha funzionato nell’atto politicamente più importante. Il bilancio è andato via molto più liscio di quanto non ci aspettasse. Nessun voto difforme in casa Pd, unico intervento fuori dal coro quello di fabio Poggi, che ha parlato da ragionato oppositore in modo molto chiaro, ponendo tutti quei dubbi che poteva emergere maggiormente tra le anime dei democratici.
Perché, quindi, il gruppo Pd ha tenuto? Non possiamo tralasciare il senso di responsabilità che spesso si dà per scontato in chi fa politica: quando bilancio significano anche nove milioni di tasse non ci si può lasciare andare a permalosismi e ricatti dettati dall’una e dall’altra corrente. Muzzarelli e Maletti hanno firmato qui una pace armata: armata di senso di responsabilità, ma armata anche nei contenuti. Muzzarelli sa che ha bisogno della Maletti per far tornare i conti, e da qui passeranno anche le prossime scelte. Scelte che non andranno in consiglio comunale, per quanto la trasparenza delle nomine sia stata decantata, ma che necessitano di una intesa. Scelte, quindi, che avverranno tra il partito e piazza Grande.
Una è proprio tutta interna al Pd. La “quadra” sul successore di Andrea Sirotti sembra avere sempre più un nome e un cognome in Andrea Bortolamasi, che non a caso giovedì in consiglio comunale ha fatto uno degli interventi principali sulle conclusioni dell’assemblea. È designato da mesi.
Ma non sarà questo lo scoglio più difficile. Gli accordi veri si faranno sulle nomine. La prima riguarda la presidenza di Seta, da rinnovare. Le altre, molto più complesse, scriveranno invece il futuro della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. E qui ci si gioca, si sa, anche il futuro della città: l’ente è l’unico rimasto a finanziare i maxi-progetti della città e servirà una forte intesa tra i principali attori. Muzzarelli, tra Provincia e Comune, cercherà di cucire una maggioranza utile. Ma questa volta non potrà fare da solo, come in parte ha condotto questo bilancio e questi primi mesi di governo. (d.b.)
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