Gazzetta di Modena

Modena

Furto a Gaudì, scacco ai moldavi

di Elisa Pederzoli
Furto a Gaudì, scacco ai moldavi

Presi 16 stranieri e 2 italiani: anni di saccheggi in negozi, ditte e ville. Un colpo da 10mila euro in città

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Il colpo da 330mila euro da Gaudì è solo la punta dell’iceberg. Furti in abitazione, garage, bar e tabaccherie per portare vi slot machine e video poker. Raid in prosciuttifici, supermercati, negozi di biciclette e abbigliamento di marca. Ma anche brutali rapine in villa, con tanto di vittime legate e imbavagliate. Sono oltre un cinquantina gli episodi che vengono contestati a una banda composta da 18 persone - 16 moldavi, due italiani - nell’ambito dell’operazione “Free town”. Una vera e propria organizzazione criminale con tanto di capo, uomo di fiducia, pali, custodi della refurtiva e basisti scoperta dai carabinieri di Castelnovo Monti, in collaborazione con i colleghi di San Polo d’Enza. Base operativa è Reggio Emilia: è nelle loro abitazioni - tra via Follini, Cassala, Melato, Bligny e il centro storico - che i militari, in un blitz scattato giovedì mattina con il dispiegamento di un centinaio di militari, hanno recuperato refurtiva per diverse migliaia di euro. Il resto è già stato spedito in Moldavia o rivenduto a commercianti compiacenti. Le manette, però, non sono scattate. Il gip Angela Baraldi ha respinto la richiesta del pm. Salvo applicare l’obbligo di dimora a Reggio - dalle 20 alle 7 - per quello considerato il custode della refurtiva e l’obbligo di firma per uno degli indagati. Arrestato invece Giovanni Iacino, 42enne di origine calabrese, perché trovato in possesso di 5 grammi di cocaina.

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IL MODUS OPERANDI. Ci sono mesi di intercettazioni e accertamenti dietro l’operazione “Free town”. Che ha calcolato come dietro all’articolata organizzazione dedita prevalentemente ai furti, già a partire dal 2008, ci fosse un giro di affari di almeno un milione di euro. Uomini che organizzavano colpi articolati, studiati nei minimi dettagli. Prima rubavano furgoni e auto da autorimesse e officine per utilizzarle oltre che per il trasporto della refurtiva, anche come arieti da scaraventare contro le vetrine. Non solo: erano dotati anche di un complesso marchingegno, denominato Jammer, in grado di interferire con le frequenze. E dunque, in grado di manomettere antifurti e disturbare i segnali dei telefoni.

Sedici della 18 persone iscritte nel registro degli indagati sono di nazionalità moldava e abitano entro il perimetro del Comune di Reggio. Due sono italiani. C’è anche un 35enne di origine napoletana e residente a Castel Frentano: deve rispondere di ricettazione.

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LE VITTIME. Il campo di azione non era solo la provincia di Reggio. La banda - in composizione variabile - si spostava anche sulle vicine province di Parma, Modena, ma è arrivata fino al Padovano.

E’ qui che si registra l’episodio più violento: la rapina in pieno giorno avvenuto a Selvazzano Dentro il primo agosto del 2014. I banditi hanno atteso che il padrone di casa, un anziano, uscisse per sorprendere la moglie sola in casa. L’hanno legata e imbavagliata, poi hanno riempito un lenzuolo di gioielli e altri oggetti di valore.

Nel Modenese, spicca il colpo ai danni della GT service di Carpi, dove i ladri si sono impossessati di qualcosa come 20 mila capi di abbigliamento di marca Gaudì . Era il 24 agosto del 2013, il valore del colpo supera i 330mila euro.

Nel Reggiano, nel mirino sono finiti il Golf Club di San Valentino di Castellarano, i 5 gennaio del 2010, da dove hanno portato via vestiario per 5mila euro. Ma anche il “Matilde di Canossa” di San Bartolomeo da dove hanno asportato la cassaforte con 7mila euro. Ma è lunga anche la lista di supermercati, negozi, tabaccherie: il Todis di via Adua, la tabaccheria Prodi di Quattro Castella, il negozio Sell and buy, il Conad di Sant’Ilario, il centro scommesse Intralot di Novellara, i bar “Isola caffé” e “Red bar” di Reggio, la tabaccheria 128 di Reggio. Ma ci sono anche i ripetuti furti di biciclette: tre i colpi ai danni della New line di via Mazzacurati commessi tra il 2012 e il 2013.

Nel mirino dei ladri ci sono anche abitazioni private (un colpo da 10mila euro fu messo a segno a Modena il 16 agosto a casa di D. C.) e una serie di garage: non disdegnavano nemmeno di saccheggiare le autorimesse da biciclette, motocicli. I furti erano preceduti da minuziosi sopralluoghi, che vedevano i componenti della banda accedere alle attività commerciali prese di mira durante l’orario di apertura per stabilire il piano di azione. Prima del colpo, era propedeutico il furto di veicoli necessari al blitz: nei pressi di una abitazione sottoposta a perquisizione, i carabinieri hanno trovato due mezzi risultati rubati che probabilmente servivano per i prossimi colpi. I “lavori” iniziavano di norma intorno alle 22, per concludersi entro le prime luce dell’alba.

La refurtiva veniva poi collocata negli alloggi. Salvo poi essere rapidamente piazzata o indirizzandola verso la Moldavia, o per essere rivenduta a commercianti locali compiacenti.

I RICETTATORI. È questo un ulteriore e inquietante filone sul quale stanno lavorando gli inquirenti: quelle delle complicità e delle connivenze. I carabinieri, infatti, hanno trovato riscontri circa la presenza e il ruolo di commerciali che poi erano disposti a rivendere i prodotti che l’organizzazione nei loro esercizi commerciali una volta “ripuliti”. L’inchiesta, dunque, è tutt’altro che chiusa.

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