Gazzetta di Modena

Modena

Undici ore di attesa al Pronto Soccorso L’Ausl chiede scusa

«Quella è stata una giornata particolarmente difficile Permangono accessi impropri, al lavoro per migliorare»

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«Pur con la consapevolezza che occorre lavorare, a più livelli, per ridurre al minimo i disagi dei cittadini e offrire alternative che consentano di evitare il ricorso improprio al Pronto Soccorso, ci rammarichiamo del fatto che vi sia stata la percezione di una mancata risposta all'utente».

Così la direzione dell’Ausl si scusa per il disagio provocato alla paziente modenese che mercoledì è incappata in una giornata decisamente sfortunata al pronto soccorso dove ha atteso 11 ore prima di essere curata.

«Il tema del sovraffollamento del Pronto Soccorso e del conseguente allungamento dei tempi di permanenza e di attesa è, purtroppo, all'ordine del giorno su tutto il territorio Nazionale. - spiega l’Ausl - Come correttamente evidenziato anche nel vostro articolo le possibili cause sono molteplici: da una parte un maggior utilizzo del Pronto Soccorso per la soluzione di problemi anche non acuti, dall'altra la necessità di sempre maggiore accuratezza diagnostica per il corretto iter successivo, ricovero o dimissione».

L’Ausl fa presente che a Baggiovara sono già stati messi in atto correttivi che hanno certamente apportato un miglioramento anche se non hanno risolto completamente la situazione. «Ricordiamo in particolare il potenziamento del personale medico ed infermieristico nelle 12 ore diurne e il rafforzamento del triage con la possibilità di adottare anche misure terapeutiche». Nel merito del caso della lettrice: «Mercoledì è stata giornata con massiccio afflusso di pazienti, in particolare nel pomeriggio di quel giorno, che ha visto tra l'altro l'arrivo di 6 codici Rossi e 44 codici Gialli, su un totale di 108 pazienti accettati nelle 24 ore. Prima conseguenza di ciò è stato, inevitabilmente, l'allungamento di attesa. Nel caso della ragazza, un codice verde, effettivamente le ore di attesa sono state circa 8; occorre però anche aggiungere che vi è stata, da subito, la presa in carico della paziente che ha messo in atto i primi utili interventi assistenziali. Per quanto riguarda le affermazioni attribuite al personale di assistenza si precisa che, sulla scorta delle reiterate richieste di indicazioni anche cliniche, il personale ha effettivamente consigliato alla ragazza di “evitare l'ulteriore uso del ghiaccio sul naso e, persistendo la sensazione di ostruzione allo stesso, di ridurre al massimo la respirazione nasale incrementando il più possibile quella dalla bocca"».

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