Baby crimini e nuove paure
Modena vive con ansia crescente la battaglia per difendere le proprie sicurezze dall’attacco della criminalità diffusa. Da settimane riportiamo sulle nostre pagine gli appelli di...
Modena vive con ansia crescente la battaglia per difendere le proprie sicurezze dall’attacco della criminalità diffusa. Da settimane riportiamo sulle nostre pagine gli appelli di vie e interi quartieri che si sentono esposti allo strapotere di ladri e rapinatori; allo stesso modo diamo conto dei successi che le forze dell’ordine conseguono nella caccia ai malviventi, come del loro disappunto quando vedono vanificato il proprio lavoro da una legislazione che non consente nei fatti l’applicazione certa e deterrente di pene adeguate.
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Il clima sociale preoccupato dalle conseguenze della crisi economica accentua i timori di una comunità che si sente indifesa e soprattutto minacciata da ogni parte: il lavoro che non dà soddisfazioni o, peggio, sparisce; i risparmi che affievoliscono; i sogni per il domani riposti nel cassetto; l’angoscia per il destino di figli e nipoti per i quali non si è riusciti a creare un tessuto collettivo più solido di quello che le generazioni dei padri hanno trovato, anzi. In questa fragilità, in questa sofferenza, individuale e collettiva, si inserisce in modo inquietante il fenomeno delle baby gang, che sappiamo aggirarsi per la città (e di sicuro anche in molti paesi) scegliendo spesso le scuole come teatro della propria prepotenza. Non basta classificarne (in modo magari anche un po’ sbrigativo) la provenienza etnica e sociale; né serve liquidarle con una lettura pedagogistica sulla preadolescenza e le conseguenze di un’educazione distratta. Vanno affrontate come si affronta un aspetto adulto della criminalità, studiandone i comportamenti e individuando, colpendo, chi comunque tira le fila di queste micro organizzazioni, spesso molto meno spontanee di quanto si creda. Va messa in sicurezza soprattutto la generazione a cui affidiamo quel futuro che non sappiamo costruire forse a dovere: i nostri ragazzi. Ci si può arrivare solo aiutando Modena e la sua provincia a non mostrarsi terreno fertile, di facile conquista, per chi non sa (anche se non per colpa sua o solo sua) seminare altro che il male e la paura, attraverso la forza e la minaccia. Non è un compito semplice, ma non è un compito solo delle forze dell’ordine.
@engraz
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