«Patto strategico Ausl-ateneo»
Il dg Annicchiarico sul nuovo laboratorio universitario: «La coabitazione favorisce le conoscenze»
Era la prima uscita, nella quale c’è stato anche un sincero passaggio di consegne. Così si rinnovano i vertici dell’Ausl, con Mariella Martini, direttore generale oggi in pensione, che stringe la mano al suo successore, insediato da una settimana, Massimo Annicchiarico.
L’occasione era l’inaugurazione, presso il nuovo ospedale civile Sant’Agostino-Estense di Baggiovara, del nuovo laboratorio universitario del dipartimento integrato di medicina, endocrinologia, metabolismo e geriatria. Si tratta di un luogo dove specialisti di alto profilo lavorano con tecnologie all’avanguardia sulla ricerca applicata anche grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, che ha dedicato al progetto 600mila euro.
Ma l’occasione di ieri mattina è stata anche un passaggio politico molto importante. Baggiovara e università, si sa, hanno ormai come obiettivo obbligato quello di arrivare ad una maggiore collaborazione. E ieri lo hanno fatto proprio davanti agli occhi del nuovo direttore generale, che anon ha potuto non sottolineare con soddisfazione questa linea di dialogo e collaborazione che resta uno dei principali obiettivi anche del suo mandato appena iniziato: «Per l'Ausl di Modena la funzione di questo laboratorio assume un significato strategico - ha dichiarato Massimo Annicchiarico, Direttore Generale dell'AUSL di Modena - La coabitazione all'interno di un'unica struttura infatti favorisce gli scambi di conoscenze tra ricerca e attività clinica, aumentando di conseguenza in modo rilevante le opportunità di utilizzo dei risultati e degli esiti dell'attività di ricerca, e l'individuazione di soluzioni innovative. Non dimentichiamo che l'Unione Europea proprio nell'incremento della ricerca scientifica applicata individua una delle strategie principali di sviluppo comunitario».
«La realizzazione di questo laboratorio - spiega la professoressa Manuela Simoni, Responsabile del Laboratorio - consente non solo l'unità logistica di tutte le attività endocrino-metaboliche dipartimentali ma anche uno 'scambio' continuo e fecondo tra medici e biologi, che è alla base dell'innovazione in area medica».
Parola anche al rettore Angelo Andrisano: «Questa realizzazione porta al perfezionamento del polo clinico scientifico delle malattie endocrino-metaboliche dell'Ateneo, al rafforzamento del gruppo di ricerca, all'acquisizione di ulteriori finanziamenti esterni, al miglioramento dell'output di prodotti della ricerca con l'obiettivo di rafforzare un centro d'eccellenza ben riconoscibile anche a livello internazionale, oltre che regionale e nazionale. Il laboratorio universitario, per quanto riguarda la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico, vanta il merito di aver conseguito l'accreditamento della rete alta tecnologia».
«Come per altri progetti di ricerca in campo medico finanziati dalla Fondazione - penso ad esempio al Centro di medicina rigenerativa - anche in questo caso l'obiettivo è quello di favorire le eccellenze modenesi e la ricerca universitaria applicativa. E non v'è dubbio che il polo clinico scientifico delle malattie endocrino-metaboliche rappresenti oggi uno dei settori di ricerca più importanti e caratterizzanti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Modena e della stessa Azienda Usl», ha sottolineato in conclusione il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Andrea Landi.(d.b.)
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