Gazzetta di Modena

Modena

Roberto, imprenditore agricolo e chef tra... le dune del deserto

di Serena Arbizzi
Roberto, imprenditore agricolo e chef tra... le dune del deserto

La storia di un solierese che organizzerà e realizzerà i pasti alla “110 km of Namib Desert” Un’esperienza nata oltre dieci anni fa che sta portando nel mondo le eccellenze nostrane

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SOLIERA. Cucinare può diventare un’esperienza estrema, soprattutto se lo si fa a temperature impossibili, nel bel mezzo delle dune del deserto del Sahara, nel cuore di un mondo fatto di distese di sabbia a perdita d’occhio, dove i punti ristoro vanno creati appositamente, altrimenti non esistono.

Protagonista, già dal 2003, di questa avventura emozionante che ripartirà dal 25 aprile per una settimana sarà Roberto Salardi, cuoco di sera e titolare di un gruppo di aziende agricole fra Soliera e Ganaceto di giorno. Salardi organizzerà e realizzerà i pasti di un gruppo di diverse decine di maratoneti che percorreranno 110 chilometri nel deserto, suddivisi in cinque tappe: una maxi gara e grande evento denominato “110 km of Namib Desert”.

«Ho iniziato nel 2003, con Zitoway di Modena, a partecipare a queste esperienze indimenticabili, dove di giorno lotti con il caldo del deserto, ma la sera vieni premiato da un cielo mozzafiato - esordisce Salardi - Cercavano un cuoco che lavorasse in tutte le condizioni possibili e… eccomi qui. I primi anni eravamo armati di fornello e tenda berbera, poi ci siamo attrezzati con tre camion 4 x 4 per il catering. Uno ospita la cucina, uno i prodotti alimentari con frigo, freezer e forno. Il terzo, tra le altre cose, trasporta il generatore di corrente. L’acqua la portiamo dall’Italia per avere il massimo della tranquillità. Così come portiamo da Modena i nostri prodotti tipici: per fare qualche esempio, il Parmigiano bio di Hombre, i salumi Casa Modena, le verdure Ghisetti, con patate e carote fresche sottovuoto. I primi anni i partecipanti erano sui 60, nel 2011 abbiamo toccato quota 210. Quest’anno, il 25 aprile partiremo per il sud della Tunisia, per l’oasi di Kser Ghilane. Prenderemo un volo Tunisi-Djerba poi attraverseremo il deserto per raggiungere Douz, un’oasi città. Per i maratoneti, la giornata inizia alle 5 del mattino. Per colazione potranno scegliere tra pane, marmellata, brioche, cereali, the, caffè, latte, limonate, aranciate. Sono previsti, inoltre, lungo il tragitto, più punti di ristoro con integratori, the, coca cola, biscotti e datteri. Alle 8 si parte con i camion per raggiungere la tappa successiva dove si prepara il buffet dove esiste un’ampia scelta tra cibi freddi, caldi, con tantissime verdure. L’orario del pranzo inizia dalle 12 e dura fino alle 15/16 con la possibilità per i partecipanti di pranzare in questo arco di tempo. L’alimentazione è costituita da verdure cotte, riso in bianco, pasta, carne bianca, salumi nobili, come prosciutto cotto, crudo e bresaola. Poi i maratoneti hanno una pausa caffè. L’ultimo pasto, alla sera, è una cena con brodo caldo di verdure, riso, pasta con pomodoro o pesto con verdure cotte, carne di manzo, pollo o tacchino. L’ultima sera, di solito, premiamo il gruppo con un piatto di lasagne: è bellissimo vedere gli stranieri strabuzzare gli occhi quando guardano e assaggiano questo primo modenese, che abbiniamo ad un’entrèe tunisina. Uno spettacolo particolarmente suggestivo è offerto dalla decina di chilometri che i partecipanti percorrono di notte. Se c’è la luna lo spettacolo è esaltante» conclude Roberto.

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